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mercoledì 7 giugno 2017

Racconti di pesca (XII): Viaggio verso Capo Nord (2014)

Ho riorganizzato il racconto del mio viaggio in Norvegia del 2014 in un unico post.

"Ho deciso di raccontare sul blog il lungo viaggio intrapreso, dopo un anno di preparativi, da me e Francesca per poter essere d'aiuto a chi, in futuro, vorrà organizzare una spedizione simile.

L'obiettivo era quello di raggiungere Capo Nord in macchina, partendo da Genova.

Abbiamo percorso 11mila chilometri in 38 giorni muniti di tenda, cibo, e attrezzatura da pesca.

Il primo è stato un giorno di trasferimento, da Genova ad Hannoversch Münden, con lunghe code in autostrada e una fastidiosa pioggia serale.

La mattina dopo siamo partiti alla volta di Hirtshals, località danese dalla quale, il mattino del terzo giorno, avremmo preso il traghetto per raggiungere la Norvegia, e precisamente Kristiansand , per poi passare la notte nella vicina Mandal.

Nelle zona di Mandal sono riuscito a fare i primi lanci, e ho scoperto subito come qui, pescando in mare dalla spiaggia non abbocchino le solite spigole, tracine o pesci lucertola a cui sono abituato, ma le trote fario!


Un altro posto assolutamente da vedere nei dintorni di Mandal è il faro di Lindesnes, un punto fortemente simbolico, essendo situato sullo scoglio più meridionale della Norvegia. L'ingresso nella zona del faro è a pagamento, ma lo consiglio assolutamente a chiunque passi da quelle parti.


Lasciato il faro di Lindesnes, siamo andati a passare la notte a Kleppe, in un campeggio a pochi passi da una bellissima spiaggia di sabbia. Qui abbiamo potuto testare la temperatura dell'acqua oceanica, che, nonostante la piena stagione estiva, è veramente bassa. Impossibile fare il bagno!

Il giorno successivo, il quinto, ci siamo diretti verso il parcheggio da cui partiva la splendida camminata verso il Preikestolen, una falesia alta 600 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord, donandoci una vista mozzafiato.
La camminata dura circa due ore, ma è fattibile per tutti non presentando particolari asperità.


Da qui in poi abbiamo cominciato ad attraversare la parte di Norvegia con i fiordi, che obbliga (o quasi) a prendere anche molti traghetti. Gli attracchi degli stessi sono ottimi spot per fare qualche lancio in attesa dell'arrivo dell'imbarcazione.
E' sempre bello prendere per la prima volta pesci mai visti, ed uno dei miei sogni, da amante della pesca leggera in mare, era quello di catturare un tordo oceanico, il famoso Ballan Wrasse.
Per fortuna questo tabù l'ho sfatato subito!


Stesso discorso vale per il mio primo merluzzo giallo, il famoso pollock (o pollack, se si vuole usare il nome ufficiale italiano). Mentre il ballan wrasse è un pesce molto simile ai tordi che abbiamo in Mediterraneo; il pollock è un qualcosa di completamente inusuale per un pescatore italiano, e la prima cattura di un nuovo pesce è sempre un'emozione unica, nonostante la piccola taglia.


Proseguendo con il viaggio, il sesto giorno abbiamo iniziato ad intraprendere la dura camminata verso il Trolltunga, una roccia sporgente fantastica della quale vi invito a cercare qualche immagine su Google, che richiede però 10 ore complessive per essere raggiunta.
Noi purtroppo, avendo poco tempo (e poco fiato), abbiamo percorso solo la scalinata iniziale, ma vi assicuro che non è una scalinata normale. Il numero degli scalini è infinito, con una grande pendenza, e spesso i pioli sono sospesi nel vuoto.


Lungo la strada per il parcheggio del Trolltunga, consiglio di fermarsi alle splendide cascate Latefossen, che addirittura bagnano la strada in cui si passa con la macchina!


La sera del sesto giorno abbiamo quindi dormito nei dintorni di Odda, dove ho avuto modo di pescare da una bellissima passeggiata lungo un ramo di un fiordo molto profondo, nel quale ho preso solamente trote.


Dopo aver lasciato Odda ed essere saliti sul traghetto che collega Kinsarvik a Kvandal, abbiamo incrociato per caso le splendide cascate Steindalsfossen, meritevoli di una visita per la loro bellezza e per il fatto che il sentiero ci passa "dentro", come si può vedere dalla foto!


Siamo poi giunti finalmente a Bergen, dove abbiamo passato due giorni.

La città di Bergen è la seconda città più popolata del paese dopo Oslo, ed il vecchio quartiere Bryggen al suo interno è stato classificato come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


A Bergen sono riuscito anche a pescare il primo merluzzo bianco della mia vita.

Cod

Il merluzzetto (Trisopterus Minutus) è invece una specie di merluzzo che anche da adulto supera di rado le dimensioni di quello in foto.

Cod

Se andate a Bergen vi consiglio di prendere la funicolare/trenino Fløybanen, che porta su una collina sopra la città,  dalla quale si può godere di una vista strepitosa, soprattutto se si è fortunati con il meteo.



Il nono giorno abbiamo lasciato Bergen, destinazione Borgund, un minuscolo paese famoso soprattutto per la sua Stavkirke, la chiesa in legno meglio preservata delle 28 presenti in Norvegia.

Lungo il viaggio, non particolarmente lungo, abbiamo avuto modo di fermarci in fondo alla Valle di Flåm e di prendere il particolare e bellissimo treno che percorre tutta la valle partendo da Flåm e arrivando fino agli 865 metri di altezza di Myrdal. Il percorso della ferrovia è in ascesa costante, e la particolarità è data dal fatto che il treno sale fino a Myrdal senza l'utilizzo della cremagliera.
Il biglietto è abbastanza costoso, ma la vista di cui si può godere durante il percorso è veramente molto bella.

Altro ricordo particolare è l'attraversamento del Tunnel di Lærdal, che è il più lungo del mondo, ben 24,5 chilometri!

Alla fine del decimo giorno siamo andati a dormire ai piedi del Briksdalbreen, un famoso e bellissimo ghiacciaio, che purtroppo nel corso degli anni si sta ritirando sempre di più, per poi partire la mattina dopo alla volta di Geiranger!
Per arrivare al piccolo paese (250 abitanti) all'estremità dell'omonimo fiordo abbiamo dovuto prendere un traghetto, che ci ha permesso di vedere cascate e montagne veramente fantastiche.

Le due più importanti cascate del Geirangerfjord sono quella delle Sette Sorelle e quella del Pretendente. Le due cascate si trovano una di fronte all'altra e, secondo la leggenda, il Pretendente corteggia da sempre le sette sorelle senza mai essere corrisposto.

Questa sotto è la foto della cascata sopra a Geiranger, con vista sul campeggio dove abbiamo pernottato e sul fiordo. Un paesaggio veramente da sogno.


Il giorno successivo, il dodicesimo, siamo arrivati a Molde, da cui siamo partiti la mattina seguente per giungere alla bellissima Røros, nella parte più interna della Norvegia.

Il viaggio verso Røros ci ha permesso di vedere posti magnifici.
Merita una menzione la bella città marinara di Ålesund, riconosciuta come la capitale norvegese del pesce. Essendo la capitale norvegese del pesce non potevo evitare di pescarci, e all'imbocco del porticciolo ho subito incannato qualcosa di grosso, che dopo un po' di tira e molla si è rivelato essere uno splendido merluzzo giallo. Il mio primo pesce norvegese di una certa dimensione.


Un altro posto mozzafiato in cui siamo passati è la bellissima strada atlantica (Atlanterhavsvegen), con i caratteristici ponti "storti" tra un'isoletta e l'altra.


Queste isolette mi hanno regalato, in mezzo a correnti veramente impetuose il pollock più grosso di tutto il viaggio. 


Alla sera del tredicesimo giorno siamo giunti quindi alla bellissima Røros, la città più fredda della Norvegia (d'inverno sono stati raggiunti i -55 gradi); talmente bella che dal 1980 è uno dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
E' sempre stata una città di minatori, che ospitava le famiglie delle persone che lavoravano alla vicina miniera di rame di Olavsgruva, che ora è possibile visitare in maniera guidata.


A Røros passa anche un torrente molto bello, in cui non ho preso trote bensi' un bellissimo lucciotto.
Non mi aspettavo assolutamente di poter prendere dei lucci in torrente!

Pike

Lasciata Røros, ci siamo diretti verso Trondheim, che però, da buoni genovesi, abbiamo visitato un po' di corsa per via del costo dei parcheggi a dir poco esorbitante!
Bellissimi comunque la cattedrale, il centro e la città vecchia.
Abbiamo passato la notte ad una decina di minuti dalla città, nella zona di Flakk, dove ho avuto tempo di fare qualche lancio e di prendere un bellissimo merluzzo bianco!

Cod

Altra bella soddisfazione mi è stata data dalla cattura del mio primo Scorpionfish!

Sculpin

Il giorno successivo, il sedicesimo, ci siamo diretti verso una piccola e poco popolata isoletta, l'isola di Leka, famosa per la pesca del merluzzo dalla barca. Si tratta di un vero e proprio paradiso terrestre, completamente libero da ogni rumore e da ogni traccia di inciviltà.

Lasciata Leka ci siamo diretti a Bodø, città da cui il 18esimo giorno avremmo preso il traghetto per arrivare nella parte di Norvegia che più ci attirava: le Lofoten.
Nei dintorni di Bodø abbiamo assistito ad uno degli spettacoli più belli di tutta la vacanza, il Saltstraumen, il Maelstrom più famoso d'Europa, un enorme gorgo causato dalle maree, che si può ammirare durante il picco di bassa marea.
Uno spettacolo pazzesco, che mi ha lasciato veramente senza parole..
Senza parole si, ma appena le acque si sono un po' calmate, la voglia di lanciarci dentro il Live Impact di Keitech è stata molta, e mentre gli altri intorno a me prendevano micro Pollock con i gamberetti, io ho tirato fuori, con non poche difficoltà, questo STUPENDO merluzzo bianco, sicuramente il più bel pesce della mia vita, che è tornato, come è giusto che sia, in mare.

Cod

Oltre ai pesci c'erano anche dei crostacei un po' preistorici, anche questi tornati ovviamente in mare.


Dopo la lunga traversata in traghetto che da Bodø ci ha portato a Moskenes, iniziamo la nostra visita alle splendide Lofoten da un piccolo agglomerato di case di pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato: Å i Lofoten


Consiglio di passare dal caratteristico e piccolo panificio del paese, che utilizza un antichissimo forno a legna per fare dei buonissimi panini dolci alla cannella!
La tipologia di paesaggio che si incontra alle Lofoten si può ammirare chiaramente in questa foto sotto, che ritrae la vicina Reine, cittadina di soli 300 abitanti. Montagne altissime e mare...tutto in poche centinaia di metri!


Le Lofoten sono famosissime per la pesca del merluzzo dalla barca, ma si possono avere delle belle soddisfazioni anche da riva.
Mentre pescavo merluzzi di taglia medio piccola tra le barche ad esempio, il mio Damiki Mausrin è stato azzannato da un qualcosa di ben più grosso, che per poco mi fa cadere in acqua vista l'instabilità del micro pontile!


Cod

Lasciate le Lofoten, i giorni seguenti siamo saliti ancora, fino alla punta più settentrionale delle Vesterålen, l'arcipelago a nord delle stesse Lofoten, per poi tornare indietro e rientrare nella Norvegia "continentale".

La tappa successiva è stata la visita al fantastico Polar Park, vicino a Bones, un enorme parco, che nulla ha a che vedere con uno zoo. Ogni animale ha a disposizione in pratica degli enormi boschi cintati; tanto che gli animali stessi sono molto difficili da vedere, se non quando vengono nutriti.
Nel parco sono presenti orsi, lupi, volpi artiche, cervi, linci, renne, buoi muschiati, ghiottoni e molti altri animali.
Oltre a poter VEDERE questi splendidi animali, il Polar Park consente di poter entrare in contatto diretto con alcuni di loro. Il costo di queste attività è abbastanza alto, molto alto per quanto riguarda l'incontro con i lupi, ma sono ricordi che uno si porta dietro per tutta la vita.



Lasciato il Polar Park è iniziato il viaggio di due giorni che ci avrebbe portato, finalmente, a Capo Nord.
Il paese più vicino a Nordkapp è Honningsvåg, molto tranquillo, carino e soprattutto pieno di pesce in mezzo ai suoi pontili.



Cod

A pochi chilometri da Honningsvåg si trova Nordkapp, con il suo bellissimo museo e il suo famosissimo globo di ferro.



Ma il vero punto più a nord d'Europa è il promontorio che si vede più a sinistra nella cartina: Knivskjellodden. Esso si trova a una latitudine di 71°11'08", contro il vicino (e più famoso) Nordkapp, da molti considerato il "tetto" del continente, ma in realtà situato a una latitudine minore (71°10'21", circa 1500 metri più a sud).

Per raggiungere Knivskjellodden non esistono strade asfaltate: è necessario lasciare la propria vettura sulla E69 che porta a Nordkapp e proseguire a piedi per una lunga passeggiata di ben 9 chilometri, tra pietraie, distese terrose, prati e rocce.

Una volta giunti in cima al promontorio ci si trova davanti un obelisco


...e allora dopo aver firmato il registro custodito in una cassettina li vicino, ci si prepara per fare il lancio più a nord d'Europa!


A quel punto Capo Nord (quello vero!) era raggiunto...e dopo essere ritornati alla macchina tra mille fatiche e 6/7 ore complessive di cammino, la tristezza ha cominciato a farsi sentire; perché era ufficialmente iniziata la discesa, il ritorno...

Non racconterò il ritorno, perché comunque il nostro viaggio a poteva definirsi finito con l'arrivo a Knivskjellodden. In ogni caso siamo scesi in linea retta passando da Rovaniemi (Finlandia) e da Stoccolma (Svezia), per poi attraversare Danimarca, Germania, Austria e Svizzera.

Un grazie enorme per questo viaggio va a Francesca; senza di lei quest'avventura non sarebbe nemmeno partita. Grazie.

Alla prossima

Marco"

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