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mercoledì 15 marzo 2017

Scheda cefalopode (I): Seppia Comune

Ecco la prima scheda che non riguarda un pesce, bensi' un cefalopode, in questo caso la seppia comune!

Si parte come sempre con alcuni dati:

Famiglia: Sepiidae (si tratta di una famiglia di molluschi cefalopodi molto estesa, le cui specie si raggruppano però solamente sotto tre generi: Metasepia, Sepia e Sepiella)
GenereSepia (si tratta del genere più vasto, dato che raggruppa 106 delle 115 specie totali facenti parte della famiglia)
Specie: Sepia Officinalis
Lunghezza massima del mantello registrata: 49 cm (35 cm in Mediterraneo)
Peso massimo registrato: 4 kg (2 kg in Mediterraneo)
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Senegal fino alla parte meridionale della Norvegia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Common Cuttlefish
Età massima registrata: 2 anni
Riproduzione e maturità sessuale: raggiunge la maturità sessuale a 14-18 mesi di età e ha sessi separati. Si riproduce in Primavera e successivamente alla deposizione sia il maschio sia la femmina muoiono.
Alimentazione: è un predatore attivo che si nutre di molluschi, piccoli pesci e crostacei
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa.
Profondità di stazionamento: 0-100m. (eccezionalmente 200 metri)
Caratteristiche principali: il corpo è formato dal mantello e dalla testa, che è molto grande. Presenta una pinna che circonda tutto il mantello e che le permette di nuotare, insieme alla "propulsione" data dalla rapida espulsione dell'acqua, che permette gli scatti più veloci. I tentacoli sono 10, otto dei quali corti, con quattro file di ventose molto piccole, mentre gli altri due sono molto più lunghi, sono retrattili e hanno una parte terminale clavata, con ventose molto grandi, che fanno si che essi siano specializzati alla cattura delle prede.
Colorazione: la colorazione è mimetica e molto variabile ma la base è sicuramente marrone con alcune striature più chiare. Durante il periodo della riproduzione la colorazione cambia e diventa più vivace. I maschi presentano una linea bianca lungo la pinna che circonda il mantello.
La zona ventrale è come sempre molto più chiara, di un colore bianco perlato.


Dopo la serie di dati, che permettono di capire con più precisione di quale animale stiamo parlando, ecco tutta una serie di consigli per chi vuole praticare la pesca di questo simpatico cefalopode.

_Luogo e orario di pesca: i posti migliori sono sicuramente quelli con fondale misto (sabbia con rocce isolate e alghe), ma si possono trovare le seppie su qualsiasi tipologia di fondale, solitamente fino a 50-60 metri di profondità. Possibilmente è meglio evitare i fondali troppo uniformi (solo roccia o solo sabbia) e quelli troppo poco profondi; questo perché la seppia ama le discontinuità di fondale, ossia tutti quegli oggetti e strutture che rappresentano qualcosa di diverso, di discontinuo, in un fondale monotono.
La seppia può essere pescata tutto l'anno, con maggiori soddisfazioni durante il periodo freddo (da Novembre fino a Marzo/Aprile). Anche per quanto riguarda gli orari non ci sono regole precise, ma sicuramente l'alba, il tramonto e le ore a cavallo di questi due momenti sono da sfruttare al meglio.

_Attrezzatura:  anni addietro le seppie venivano pescate con l'aggiunta di un piombo lungo la lenza, o in fondo alla lenza, in modo da raggiungere il fondo più velocemente; ma ovviamente possono essere pescate anche in modo più aderente allo spinning classico, con l'esca annodata direttamente al filo, senza piombature aggiuntive.
Ovviamente però, dovremo scegliere delle totanare ad affondamento rapido, per fare si che raggiungano il fondo velocemente e che rimangano abbastanza a contatto con esso anche quando cominciamo a muoverle ed animarle.
Io utilizzo totanare del numero 3 ad affondamento veloce (il numerino che trovate sulle totanare, ossia 2,5, 3, 3,5 oppure 4, corrisponde alla loro lunghezza, va infatti in linea di massima moltiplicato per 3 cm., tanto che le totanare del numero 3 sono lunghe 9 centimetri e pesano solitamente intorno ai 15 grammi o poco più). La velocità di affondamento delle totanare è una caratteristica a parte, indipendente dal numero e dal peso. Le totanare ad affondamento veloce sono solitamente contrassegnate dalla sigla "deep", mentre quelle ad affondamento lento dalla sigla "shallow".
Non ho mai dato molta importanza invece alla scelta del colore, prediligendo comunque di giorno colori più chiari o naturali e di notte colori accesi. Alcuni considerano la scelta del colore una parte determinante di questa pesca; io invece penso sia più importante la scelta dello spot e dell'orario di pesca. Anche per quanto riguarda le totanare "Glow-in-the-dark", c'è chi le "ricarica" di luce quasi ad ogni lancio, ma facendo alcune prove statistiche ho visto che il risultato varia in maniera molto ridotta.
Il resto dell'attrezzatura dovrà essere proporzionato ad utilizzare esche di queste dimensioni, quindi:
_ Canna da 1/2 oz. o 5/8 oz. con azione regular o comunque "accondiscendente", le seppie infatti di solito si aggrappano solamente alla totanara di lato, oppure si impigliano sugli aghi con i loro piccoli e fragili tentacoli centrali; una canna troppo rigida non permetterebbe un recupero sicuro del cefalopode e rischierebbe di strappare l'esca dai tentacoli non appena alzeremo la canna dopo l'abboccata. Una canna troppo lunga può aiutare in determinate situazioni ma può anche essere un problema per il recupero del cefalopode, il mio consiglio è quindi quello di optare per una lunghezza standard, tra i 7' e i 7'6''.
_ Mulinello: un 2506 Daiwa è perfetto per questa tecnica, ma non avrete problemi nemmeno con la classe di mulinelli più piccola (2004), essendo la seppia un combattente molto passivo, che non oppone molta resistenza, al contrario del calamaro. Questi mulinelli con bobine a capacità ridotta sono però consigliabili per la pesca con il trecciato, mentre se la vostra scelta ricadrà su un nylon, di gran lunga più spesso, consiglio l'utilizzo di mulinelli con capienza della bobina maggiore (2500, 2000)
_ Filo: si può utilizzare, come detto poco fa, del nylon in bobina, la cui elasticità aiuta molto a non strappare l'esca dai tentacoli delle seppie, ma il trecciato, se abbinato a canne dall'azione morbida, dà tutt'altre sensazioni anche in termini di sensibilità, e aiuta quindi nell'azione di pesca.
Si può dire che il trecciato è molto migliore in tutta la fase di pesca che va dal lancio fino all'abboccata della seppia, mentre il nylon dà migliori garanzie nella fase compresa tra la ferrata e il recupero della preda.
Nel caso di utilizzo del nylon in bobina, penso che uno 0,24 sia il compromesso migliore per resistenza e distanza di lancio.
Per quanto riguarda invece l'utilizzo del trecciato, esso può essere anche molto sottile (PE0.8), per permetterci di lanciare le totanare a grande distanza. Il finale di nylon in abbinamento al trecciato sarà di diametro 0.24 / 0.26 e ci terrà al sicuro da qualsiasi problema connesso allo sfregamento sulle rocce.
Non ho parlato di fluorocarbon perché in questa tecnica di pesca non abbiamo bisogno di rigidità o di invisibilità, quindi risulterebbe solamente una spesa pressoché inutile.

_Metodo di pesca: la tecnica consiste nel far arrivare l'esca sul fondo, per poi alzare la canna, richiamandola verso l'alto, e recuperare il filo in bando fino a farlo tornare in tensione. Aspetteremo poi alcuni secondi per ripetere l'azione, l'importante è che la totanara ad ogni discesa arrivi a toccare il fondo.
Una volta agganciata la seppia, senza l'ausilio di una ferrata, essa non si produrrà nelle classiche "pompate" caratteristiche dei calamari, ma tenderà a farsi recuperare in maniera abbastanza passiva, almeno fino a quando non metterà la testa fuori dall'acqua.
Sta a noi recuperarla molto lentamente, e quando è in vista assicurarsi che sia effettivamente impigliata sul cestello della totanara. In caso invece sia solamente aggrappata alla totanara, basta dare dei lievissimi colpetti, per fare in modo che la totanara scivoli leggermente tra i suoi tentacoli, fino a fare incontrare gli stessi tentacoli con il cestello.
L'utilizzo di un retino risolve totalmente questo problema, ma solitamente io preferisco andare a pesca con meno attrezzatura extra possibile, di conseguenza mi attrezzo di inventiva e accetto il fatto di perdere qualche seppia in più. A proposito di questo va detto che la seppia è vista da tutti come una preda da trattenere, per la sua bontà sulla nostra tavola; ma nulla vieta anche in questo caso di praticare il C&R, evitando in tal caso di appoggiare la seppia a terra.

Alla prossima!

Marco

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