Lettori fissi

giovedì 23 febbraio 2017

Scheda pesce (XIII) : Perchia

Ecco la scheda pesce su un piccolo predatore molto comune nel Mediterraneo, la Perchia.

Si parte come sempre con alcuni dati:

Famiglia: Serranidae (si tratta di una vasta famiglia di pesci che raggruppa 537 specie, suddivise in 75 generi)
GenereSerranus (si tratta di un genere comprendente 30 specie)
Specie: Serranus Cabrilla
Lunghezza massima registrata: 40 cm
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Sud Africa alla Gran Bretagna), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Comber
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra la Primavera e l'Estate e la maturità sessuale viene ottenuta al raggiungimento dei 16-17 cm di lunghezza
Alimentazione: è esclusivamente carnivoro e si ciba di piccoli pesci, crostacei, cefalopodi e molluschi.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 10-200m (eccezionalmente fino a 500 metri).
Pinne: ha una sola pinna dorsale molto lunga, con 10 raggi spinosi e 15 raggi molli. La pinna anale è corta ed è formata da 3 raggi spinosi e 7-8 raggi molli. Le pettorali sono abbastanza grandi e con margine arrotondato, mentre le pelviche sono piccole e in posizione toracica. La pinna caudale è emarginata (leggermente concava).
Altre caratteristiche: Ha un corpo allungato e leggermente compresso lateralmente. La testa e la bocca sono grandi e la mandibola prominente è dotata di moltissimi denti appuntiti disposti su molteplici serie.
Colorazione: la caratteristica principale della livrea è la presenza di 7-9 strisce verticali scure lungo il corpo attraversate da 2-3 strisce orizzontali bianche e di 3 strisce orizzontali arancioni che partono dalla testa e continuano lungo il corpo. Gli esemplari che vivono a profondità più elevate hanno una livrea più "scolorita" e meno vivace di quelli che vivono vicino alla costa.




Anche la perchia è un pesce che fino a poco tempo fa aveva un valore sportivo pressoché irrilevante, essendo vista quasi esclusivamente come un elemento "disturbante" dai pescatori a bolentino e a vertical jigging.

Con la maggiore popolarità raggiunta dalla pesca ultralight in mare, anche questo pesce ha trovato il suo posto tra le prede del lure fishing.

Innanzitutto si tratta di un pesce che ama vivere su fondali misti, formati da sabbia, rocce e poseidonie. Si trova anche vicino a riva, ma principalmente a profondità abbastanza elevate, dai 20 ai 100 metri, ragion per cui è molto più semplice catturare questo pesce dalla barca, dal kayak o da scogliere che si affacciano su fondali profondi.

La pesca mirata di questo pesce dalla barca la sconsiglio caldamente, perché si tratta di un pesce che, vivendo abitualmente vicino al fondo, è dotato di una vescica natatoria non in grado di espellere o incanalare gas velocemente.
I pesci che hanno questo problema, quando vengono staccati dal fondo troppo velocemente, non riescono a far si che la vescica si adatti al cambio di pressione, con la conseguenza che la vescica stessa aumenta di volume (anche di 5 volte).
A volte, nei casi più gravi, la vescica esplode, rilasciando il gas all'interno del corpo del pesce, uccidendolo. Ci accorgiamo di questo fatto quando troviamo il pesce con i globi oculari fuoriusciti dalle orbite.
Per quanto esistano dei metodi per la decompressione, che possono, nei casi meno gravi, salvare i pesci, è sempre meglio evitare al pesce questa sofferenza.

Per quanto riguarda la pesca da riva sono preferibili le esche morbide (piccoli Soft Jerkbaits e Finesse Worms), montate su testina piombata o comunque con piombatura adeguata, per raggiungere il fondo abbastanza velocemente.
Ottimi risultati si hanno anche con i micro metal jigs.


Si tratta in definitiva di un pesce molto vorace, che pur avendo dimensioni molto ridotte, può essere catturato con la tecnica del Light Rockfishing.

Alla prossima!

Marco

Nessun commento:

Posta un commento