Lettori fissi

mercoledì 5 aprile 2017

Racconto di pesca (X): Arriva la primavera

Dopo un inverno passato a casa per motivi di lavoro e climatici, ecco che il tempo inizia a cambiare anche qui in Norvegia.
Le temperature stanno salendo, i pesci ricominciano ad entrare in attività, e la natura in generale sembra rinascere.

Le uscite di pesca non sono ancora fruttuose come in estate, ma ho potuto notare come in questo periodo, nuotino nelle acque salate dei fiordi molte trote di mare, diffidenti e schive, e per questo difficili da catturare.

La livrea argentata con pochi puntini neri è veramente stupenda, e ricorda quella dei salmoni atlantici

Trout

Queste trote vanno stuzzicate con piccole softbaits montate su jig head e recuperate molto velocemente, ma reagiscono bene anche alle varie hardbaits utilizzate normalmente per le trote in torrente.

Oltre alle trote di mare, iniziano ad essere aggressivi anche i pollack, che stazionano, in questa stagione, abbastanza vicini al fondo, ma possono essere catturati con discreta facilità se si riesce a trovare il punto giusto in cui calare l'esca.

Pollock

I merluzzi bianchi sono invece pesci che dalla riva si catturano principalmente durante i mesi freddi, ma, soprattutto qui, nella parte meridionale della Norvegia, sono tutt'altro che facili da catturare.
L'anno scorso li ho presi fino a giugno; poi sono spariti completamente da luglio fino a novembre.
Vedremo quest'anno cosa succederà, cosi' potrò fare una statistica maggiormente attendibile.

Cod

Il capone gorno è un pesce invece presente tutto l'anno, che si nutre a contatto con il fondale, e che può essere catturato con qualsiasi softbait opportunamente piombata e con metal jigs di piccole dimensioni.

Gurnard

Ricomincia quindi la stagione della pesca, con nuove emozioni da raccontare, nuovi pesci e nuovi esperimenti riguardanti le varie tecniche.

A presto con nuovi articoli

Marco

giovedì 23 marzo 2017

Scheda pesce (XVI) : Occhiata

Ecco la scheda sull'occhiata, un predatore molto presente lungo le coste italiane, ma nonostante questo abbastanza snobbato dai pescatori, nonostante raggiunga anche taglie interessanti.

Si parte, come sempre, con alcuni dati

Famiglia: Sparidae (si tratta di una famiglia estesa, comprendente 155 specie, raggruppate in 38 generi)
GenereOblada (è l'unica specie facente parte di questo genere)
Specie: Oblada Melanura
Lunghezza massima registrata: 34 cm
Peso massimo registrato: 1 kg.
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Golfo di Biscaglia all'Angola), Mar Mediterraneo.
Nome inglese: Saddled Seabream
Età massima registrata: 11 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra Aprile e Luglio; si tratta di una specie soggetta a cambiamento del sesso, anche se alcuni individui sono ermafroditi (e da questi derivano generalmente solo esemplari maschi)
Alimentazione: è un pesce onnivoro, che si nutre di piccoli pesci, crostacei, alghe, molluschi ed altri invertebrati bentonici.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 0-30m.
Pinne: Ha un'unica lunga pinna dorsale, formata da 11 raggi spinosi e 14 molli. La pinna anale, formata da 3 raggi spinosi e 12 molli, è opposta alla parte molla della dorsale, mentre le pettorali sono grandi e falciformi. Le pinne pelviche sono in posizione toracica, mentre la pinna caudale è grande e forcuta.
Altre caratteristiche: Ha un corpo ovale e compresso lateralmente e una bocca piccola ma dotata di moltissimi denti. La linea laterale è molto visibile e il corpo è coperto di squame molto piccole sul dorso, più grandi lateralmente.
Colorazione: i fianchi e il ventre sono di un colore bianco argentato mentre il dorso è azzurrastro. La caratteristica distintiva è la macchia nera sul peduncolo caudale, che lo copre sia superiormente che lateralmente.



L'occhiata è una specie gregaria e litorale, che frequenta principalmente i fondali rocciosi. Staziona quasi sempre a mezz'acqua, tanto che si può definire una specie demersale (una sorta di via di mezzo tra le specie pelagiche e quelle bentoniche).
Pur stazionando sempre abbastanza vicina alla riva si può dire che abbia comunque abitudini abbastanza "pelagiche".

L'occhiata viene pescata principalmente con la tecnica della traina costiera leggera, ma anche lo spinning ci permette di fare belle catture, soprattutto in condizioni di mare mosso e con molta schiuma.

Come nel caso della pesca al sarago, la schiuma sarà la nostra principale alleata, sia se peschiamo a Light Rockfishing, sia se peschiamo a spinning un pochino più pesante con le hardbaits.

Le migliori esche per pescare le occhiate nella schiuma saranno le softbaits, montate su testina piombata e manovrate esattamente nello stessa maniera utilizzata per i saraghi.

La scelta ricadrà quindi su piccoli Soft Jerkbaits, piccoli Shadtail e Finesse Worms, che dovranno imitare pesciolini o altre creature in completa balia delle onde.

Sempre all'interno della pesca leggera, trovano discreto spazio con le occhiate anche le hardbaits.
Alcuni esempi di esche molto performanti sono:
_Metal jigs: la scelta dovrà ricadere su modelli dal peso compreso tra 5 e 12 grammi, con preferenze verso i colori chiari o naturali (bianco, giallo, argento, "acciuga")
_Lipless: i piccoli lipless affondanti ci permettono di ottenere buonissime distanze di lancio e di pescare su diversi strati d'acqua, in modo da poter capire velocemente a che profondità stazionano le occhiate.
_Minnows e Jerkbaits: ottime possibilità di cattura si hanno anche con minnows e jerkbaits, da utilizzare con frequenti stop&go e cambi di direzione.
_Bucktail Jigs: l'esca più utilizzata nella traina costiera all'occhiata è la classica "piuma", e l'esca lanciabile a spinning che la ricorda maggiormente è il bucktail jig, che nelle versioni più leggere e con ami più piccoli è una vera arma in più per la cattura di questo predatore.



Le altre due possibili tecniche con cui insidiare le occhiate sono lo spinning medio e la pesca dalla barca o dal kayak con i casting jigs.

Per quanto riguarda lo spinning medio dalla scogliera, l'occhiata è solitamente una preda casuale, che capita sui nostri minnows e jerkbaits mentre stiamo cercando predatori più consistenti nella schiuma (spigole, barracuda). Ad ogni modo spesso le occhiate attaccano Jerkbaits di dimensioni anche molto generose (fino a 17 cm) e minnows recuperati con lunghi stop e veloci ripartenze.

Per quanto riguarda la pesca dalla barca o dal kayak, bisogna considerare che le occhiate cacciano in branco sulla minutaglia esattamente come fanno i predatori più grandi come i tombarelli, le palamite e i tonni.
Ovviamente le cacciate saranno abbastanza vicine alla costa, e l'attrezzatura utilizzata dovrà essere proporzionata al predatore e alle esche utilizzate, che saranno metal jigs fino a 20 grammi di peso.


Si tratta in definitiva di un predatore attivo molto aggressivo, che può essere catturato a spinning, sia da riva che dalla barca, con ottimi risultati.

Alla prossima!

Marco

domenica 19 marzo 2017

Jig Trailers Guide ENG

Today I will tell you what I know about a bait that is usually used in combination with another one: the bass jig.

The web is full of informations regarding the use of these baits in bass fishing and pike fishing, and I am not able to add tips or infos about these fishing techniques. So I prefer to focus on the alternative uses and on the topic of this article: which softbaits we can choose as trailers.

The jig is a very simple bait, which consists of a hook, usually big, with a lead head that can have different shapes (usually round, football or stand-up, you can find all the differencies among the jig head shapes in the article about the Jig Head Rig) and a weed guard (that can be more or less hard, and that can be made by one ore more filaments). Around the collar of the jig head there is a silicon or rubber skirt, fixed with a rubber band, that helps to give volume and sinuosity to the bait.


A jig is a bait that wants to imitate a shrimp, or a creature that lives in contact with the bottom, and it's totally weedless built, so that its main purpose it's to penetrate into difficult spots, full of branches, weeds and other obstacles, wherever another kind of bait can't be used. They can be effective even with a very slow movement and when the fish is not active (for exemple in the winter time).

With black bass and pikes the most used trailers are porks, craws, hogs, worms and grubs (single tail and double tail).

Here are the best trailers that can be used not only in bassfishing, but even in other spots and with other kind of fish:

_Craws: they are the best and most common choice as trailers for jigs. With craws, we will adopt a slow retrieve, in contact with the bottom, making the jig crawling, jumping or even vibrating without moving it. The best head shape if we use craws is the stand-up type, that, combined with floating baits, makes the asset very effective even without moving, exploiting the mobility of claws.
Craws are the most used trailers in bassfishing, but the black bass is not the only fish that feeds on shrimps. Almost all the saltwater fish eat a lot of shellfish, so the craws are very effective, for exempel with seabass, groupers and scorpionfish in the Mediterranean Sea and with cods in the Atlantic Ocean. Regarding seabass fishing, it's better to use jigs and craws in brackish water or in small marinas, while for scorpionfish and groupers this technique allows us to explore and cover a big range of water, exploiting the weed guard to avoid the losing of baits on the bottom.
In the Ocean, this rig is the only one that allows us to move the bait next to the ocean weeds, without any sort of problems.

_Shads: they are the perfect choice for the "swimming jig" technique, that consists in casting and linearly retrieving the bait, in mid water or just above the bottom. In the linear retrieve shads give their best, with the vibration of their tails. This technique is awesome not only in bassfishing, but also with trout using micro jigs, and in saltwater for seabass or cods.
The best solution for trout fishing is to use 2 or 3 grams micro jigs, in which we can remove the weed guard, because we don't need it in the spots where we usually cast our bait. We can use in this case 2" or 3" shads like Keitech Easy Shiner 2" and Black Flagg Slikk Shadd 2.25".
In seabass fishing I have had excellent results with the same micro jigs I use for trouts, but with a more fast and "nervous" retrieve.
Cods in the Ocean prefers a slower retrieve, with frequent speed changes.

_Stickbaits and Worms: Stickbaits have a very simple movement and shape but they are effective if used in contact with the bottom, to make them move like a small eel going out from its burrow. The normal Worms are thinner than Stickbaits, and usually have a mobile and sinuous tail (curly tail, shad tail, paddle tail, and so on) that allows us to perform various kinds of movements and retrieves, both on the bottom and in mid water.

_Grubs: these curly tailed baits are very old-style baits, and are not often used now, but they have a lot of advantages, and the most important of them is the fact that they always have an active movement. Tail rotation can be activated even with a very slow retrieve, and is active even in the sinking phase, in which this movement also reduce the falling speed. They are useful also in the "swimming jig" technique.

_"Trailers": all the baits I've mentioned above are normal baits that can be used in different rigs, but there are also softbaits that are specifically built to be jig trailers. This "trailers" have usually a very short and flat body, and two very big claws, longer than the rest of the body. These claws can be vibration claws, flat claws or curly shaped claws.

The last important topic regarding the trailers is about their colours. Some bass fishermen follow very strict rules and choose for the jig natural colours with clean and clear water, and black or very dark colours with dirty or cloudy water. Usually it's fine to use a trailer of the same colour of the jig when we want to make the bait more compact, while very contrasting colours make the bait bigger.
I usually don't care about colours, mainly because I usually use jigs in saltwater fishing and for trouts, in spots in which the colour is not so important. Anyway, for saltwater fishing I usually choose very flashy and bright colours for the jig (orange, red or yellow) and natural colours for the trailers.

Thanks for reading!

Marco

mercoledì 15 marzo 2017

Scheda cefalopode (I): Seppia Comune

Ecco la prima scheda che non riguarda un pesce, bensi' un cefalopode, in questo caso la seppia comune!

Si parte come sempre con alcuni dati:

Famiglia: Sepiidae (si tratta di una famiglia di molluschi cefalopodi molto estesa, le cui specie si raggruppano però solamente sotto tre generi: Metasepia, Sepia e Sepiella)
GenereSepia (si tratta del genere più vasto, dato che raggruppa 106 delle 115 specie totali facenti parte della famiglia)
Specie: Sepia Officinalis
Lunghezza massima del mantello registrata: 49 cm (35 cm in Mediterraneo)
Peso massimo registrato: 4 kg (2 kg in Mediterraneo)
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Senegal fino alla parte meridionale della Norvegia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Common Cuttlefish
Età massima registrata: 2 anni
Riproduzione e maturità sessuale: raggiunge la maturità sessuale a 14-18 mesi di età e ha sessi separati. Si riproduce in Primavera e successivamente alla deposizione sia il maschio sia la femmina muoiono.
Alimentazione: è un predatore attivo che si nutre di molluschi, piccoli pesci e crostacei
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa.
Profondità di stazionamento: 0-100m. (eccezionalmente 200 metri)
Caratteristiche principali: il corpo è formato dal mantello e dalla testa, che è molto grande. Presenta una pinna che circonda tutto il mantello e che le permette di nuotare, insieme alla "propulsione" data dalla rapida espulsione dell'acqua, che permette gli scatti più veloci. I tentacoli sono 10, otto dei quali corti, con quattro file di ventose molto piccole, mentre gli altri due sono molto più lunghi, sono retrattili e hanno una parte terminale clavata, con ventose molto grandi, che fanno si che essi siano specializzati alla cattura delle prede.
Colorazione: la colorazione è mimetica e molto variabile ma la base è sicuramente marrone con alcune striature più chiare. Durante il periodo della riproduzione la colorazione cambia e diventa più vivace. I maschi presentano una linea bianca lungo la pinna che circonda il mantello.
La zona ventrale è come sempre molto più chiara, di un colore bianco perlato.


Dopo la serie di dati, che permettono di capire con più precisione di quale animale stiamo parlando, ecco tutta una serie di consigli per chi vuole praticare la pesca di questo simpatico cefalopode.

_Luogo e orario di pesca: i posti migliori sono sicuramente quelli con fondale misto (sabbia con rocce isolate e alghe), ma si possono trovare le seppie su qualsiasi tipologia di fondale, solitamente fino a 50-60 metri di profondità. Possibilmente è meglio evitare i fondali troppo uniformi (solo roccia o solo sabbia) e quelli troppo poco profondi; questo perché la seppia ama le discontinuità di fondale, ossia tutti quegli oggetti e strutture che rappresentano qualcosa di diverso, di discontinuo, in un fondale monotono.
La seppia può essere pescata tutto l'anno, con maggiori soddisfazioni durante il periodo freddo (da Novembre fino a Marzo/Aprile). Anche per quanto riguarda gli orari non ci sono regole precise, ma sicuramente l'alba, il tramonto e le ore a cavallo di questi due momenti sono da sfruttare al meglio.

_Attrezzatura:  anni addietro le seppie venivano pescate con l'aggiunta di un piombo lungo la lenza, o in fondo alla lenza, in modo da raggiungere il fondo più velocemente; ma ovviamente possono essere pescate anche in modo più aderente allo spinning classico, con l'esca annodata direttamente al filo, senza piombature aggiuntive.
Ovviamente però, dovremo scegliere delle totanare ad affondamento rapido, per fare si che raggiungano il fondo velocemente e che rimangano abbastanza a contatto con esso anche quando cominciamo a muoverle ed animarle.
Io utilizzo totanare del numero 3 ad affondamento veloce (il numerino che trovate sulle totanare, ossia 2,5, 3, 3,5 oppure 4, corrisponde alla loro lunghezza, va infatti in linea di massima moltiplicato per 3 cm., tanto che le totanare del numero 3 sono lunghe 9 centimetri e pesano solitamente intorno ai 15 grammi o poco più). La velocità di affondamento delle totanare è una caratteristica a parte, indipendente dal numero e dal peso. Le totanare ad affondamento veloce sono solitamente contrassegnate dalla sigla "deep", mentre quelle ad affondamento lento dalla sigla "shallow".
Non ho mai dato molta importanza invece alla scelta del colore, prediligendo comunque di giorno colori più chiari o naturali e di notte colori accesi. Alcuni considerano la scelta del colore una parte determinante di questa pesca; io invece penso sia più importante la scelta dello spot e dell'orario di pesca. Anche per quanto riguarda le totanare "Glow-in-the-dark", c'è chi le "ricarica" di luce quasi ad ogni lancio, ma facendo alcune prove statistiche ho visto che il risultato varia in maniera molto ridotta.
Il resto dell'attrezzatura dovrà essere proporzionato ad utilizzare esche di queste dimensioni, quindi:
_ Canna da 1/2 oz. o 5/8 oz. con azione regular o comunque "accondiscendente", le seppie infatti di solito si aggrappano solamente alla totanara di lato, oppure si impigliano sugli aghi con i loro piccoli e fragili tentacoli centrali; una canna troppo rigida non permetterebbe un recupero sicuro del cefalopode e rischierebbe di strappare l'esca dai tentacoli non appena alzeremo la canna dopo l'abboccata. Una canna troppo lunga può aiutare in determinate situazioni ma può anche essere un problema per il recupero del cefalopode, il mio consiglio è quindi quello di optare per una lunghezza standard, tra i 7' e i 7'6''.
_ Mulinello: un 2506 Daiwa è perfetto per questa tecnica, ma non avrete problemi nemmeno con la classe di mulinelli più piccola (2004), essendo la seppia un combattente molto passivo, che non oppone molta resistenza, al contrario del calamaro. Questi mulinelli con bobine a capacità ridotta sono però consigliabili per la pesca con il trecciato, mentre se la vostra scelta ricadrà su un nylon, di gran lunga più spesso, consiglio l'utilizzo di mulinelli con capienza della bobina maggiore (2500, 2000)
_ Filo: si può utilizzare, come detto poco fa, del nylon in bobina, la cui elasticità aiuta molto a non strappare l'esca dai tentacoli delle seppie, ma il trecciato, se abbinato a canne dall'azione morbida, dà tutt'altre sensazioni anche in termini di sensibilità, e aiuta quindi nell'azione di pesca.
Si può dire che il trecciato è molto migliore in tutta la fase di pesca che va dal lancio fino all'abboccata della seppia, mentre il nylon dà migliori garanzie nella fase compresa tra la ferrata e il recupero della preda.
Nel caso di utilizzo del nylon in bobina, penso che uno 0,24 sia il compromesso migliore per resistenza e distanza di lancio.
Per quanto riguarda invece l'utilizzo del trecciato, esso può essere anche molto sottile (PE0.8), per permetterci di lanciare le totanare a grande distanza. Il finale di nylon in abbinamento al trecciato sarà di diametro 0.24 / 0.26 e ci terrà al sicuro da qualsiasi problema connesso allo sfregamento sulle rocce.
Non ho parlato di fluorocarbon perché in questa tecnica di pesca non abbiamo bisogno di rigidità o di invisibilità, quindi risulterebbe solamente una spesa pressoché inutile.

_Metodo di pesca: la tecnica consiste nel far arrivare l'esca sul fondo, per poi alzare la canna, richiamandola verso l'alto, e recuperare il filo in bando fino a farlo tornare in tensione. Aspetteremo poi alcuni secondi per ripetere l'azione, l'importante è che la totanara ad ogni discesa arrivi a toccare il fondo.
Una volta agganciata la seppia, senza l'ausilio di una ferrata, essa non si produrrà nelle classiche "pompate" caratteristiche dei calamari, ma tenderà a farsi recuperare in maniera abbastanza passiva, almeno fino a quando non metterà la testa fuori dall'acqua.
Sta a noi recuperarla molto lentamente, e quando è in vista assicurarsi che sia effettivamente impigliata sul cestello della totanara. In caso invece sia solamente aggrappata alla totanara, basta dare dei lievissimi colpetti, per fare in modo che la totanara scivoli leggermente tra i suoi tentacoli, fino a fare incontrare gli stessi tentacoli con il cestello.
L'utilizzo di un retino risolve totalmente questo problema, ma solitamente io preferisco andare a pesca con meno attrezzatura extra possibile, di conseguenza mi attrezzo di inventiva e accetto il fatto di perdere qualche seppia in più. A proposito di questo va detto che la seppia è vista da tutti come una preda da trattenere, per la sua bontà sulla nostra tavola; ma nulla vieta anche in questo caso di praticare il C&R, evitando in tal caso di appoggiare la seppia a terra.

Alla prossima!

Marco

domenica 26 febbraio 2017

Scheda pesce (XV) : Sarago Maggiore

Il Sarago Maggiore è una delle prede più difficili, ma allo stesso tempo più affascinanti, del light spinning marino in Italia.

Ecco, come al solito, alcuni dati sul pesce in questione:

Famiglia: Sparidae (si tratta di una famiglia estesa, comprendente 155 specie, raggruppate in 38 generi)
GenereDiplodus (si tratta di un genere comprendente 23 specie)
Specie: Diplodus Sargus
Lunghezza massima registrata: 45 cm
Peso massimo registrato: 1,9 kg.
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (non più a Nord del Golfo di Biscaglia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: White Sea Bream
Età massima registrata: 10 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra Gennaio e Aprile e la maturità sessuale viene raggiunta con i due anni di età, quando il sarago è lungo circa 17 centimetri.
Alimentazione: si nutre di crostacei, alghe, molluschi ed altri invertebrati bentonici.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 0-50m.
Pinne: Ha un'unica lunga pinna dorsale, formata da 12 raggi spinosi e 15 molli. La pinna anale, formata da 3 raggi spinosi e 13 molli, è opposta alla parte molla della dorsale, mentre le pettorali sono grandi e falciformi. Le pinne pelviche sono grandi e in posizione toracica, mentre la pinna caudale è grande e forcuta.
Altre caratteristiche: Ha un corpo alto e molto compresso lateralmente e una bocca piccola ma dotata di denti molto particolari; ha infatti 8 incisivi molto taglienti e 2-4 file di denti molariformi sia superiormente che inferiormente.
Colorazione: ha una colorazione argentata con 7-9 fasce nere verticali. Ha inoltre una macchia nera sul peduncolo caudale, che non arriva alla parte inferiore. Anche l'opercolo è bordato di nero.

La pesca dei saraghi a spinning con le softbaits è, per quanto mi riguarda, la branca più emozionante del Light Game in mare. Si tratta sicuramente di una pesca molto complicata, perché richiede condizioni del mare particolari e grande costanza.



Parto allora con l'analisi dei luoghi di pesca fino ad arrivare all'attrezzatura e al metodo di pesca.

_Luogo di pesca: il luogo di pesca perfetto per questa tecnica è la scogliera, possibilmente bassa e la nostra più importante alleata sarà la schiuma. I saraghi infatti prediligono attaccare le loro prede quando sono stordite dalle onde e disorientate dalla schiuma. Va da sé che saranno perfette le scogliere che presentano secche di fronte a loro, o comunque discontinuità particolari che permettano, con il mare mosso, di creare molta schiuma. 



_Orario e stagione di pesca: si tratta di una pesca diurna, che si fa quindi nei momenti della giornata in cui è presente la luce, ma, come quasi tutte le altre tecniche di pesca, le catture aumentano leggermente in prossimità del cambio di luce, ossia durante le due ore prima del tramonto e le due successive all'alba. E' molto importante anche scegliere il momento giusto della giornata; in questo caso infatti è meglio pescare con mare mosso ma limpido, quindi, potendo scegliere, è meglio evitare la scaduta e pescare quando il mare inizia a montare, ossia quando l'acqua è ancora limpida e il vento non è ancora troppo forte da disturbare l'azione di pesca.
I mesi migliori sono quelli primaverili (Aprile, Maggio, Giugno) e autunnali (Ottobre, Novembre).



Per quanto riguarda l'attrezzatura, ecco alcuni consigli:

_La canna che andremo a scegliere deve avere un azione  fast o extra fast, questo perché pescheremo quasi esclusivamente con testine piombate, e la bocca del sarago è molto dura e robusta, e necessita di una ferrata pronta abbinata ad una canna reattiva per essere bucata. La canna deve essere inoltre abbastanza lunga, diciamo tra i 7' e i 7'6'' , perché spesso i saraghi tendono ad infilarsi in mezzo agli scogli, e a volte pescheremo abbastanza distanti dall'acqua, tutte cose che renderebbero molto rischioso utilizzare una canna corta. Allo stesso tempo però la canna deve mantenere una certa maneggevolezza, ecco perché non andrei mai comunque oltre i 7'6". Per quanto riguarda il lancio, la nostra canna dovrà lanciare e gestire nella schiuma, testine piombate di peso compreso tra i 3 e i 5 grammi. Questo range di peso molto ristretto ha comunque una spiegazione: l'utilizzo di testine sotto i 3 grammi non permetterebbe di avere un corretto contatto con l'esca, visto che pescheremo in mezzo alle onde e alla corrente; mentre l'utilizzo di testine sopra i 5 grammi renderebbe la nostra esca poco appetibile e sinuosa, facendola affondare troppo velocemente, e renderebbe anche piuttosto complicata la nostra azione di pesca, obbligandoci a recuperare molto velocemente. Allo stesso tempo la canna deve avere una buona riserva di potenza, dato che il sarago è un pesce molto combattivo e può raggiungere anche dimensioni ragguardevoli. Esistono, come per le altre tecniche, anche canne specifiche, provenienti dal mercato giapponese, ossia le canne da Kurodai Game, ma purtroppo tendo a sconsigliarle, perché pur essendo nate per pescare questo genere di pesci, hanno un'azione adatta a gestire hardbaits e non softbaits. Il mio consiglio è quindi quello di dare un occhiata a cosa offre il mercato nel campo delle canne da bass per il finesse, evitando in questo caso le canne da Light Rockfishing.



_Il mulinello: penso che la scelta migliore sia rappresentata dai mulinelli della classe 2500 con bobina a capacità ridotta (2506 Daiwa, 2500S Shimano). E' meglio non usare mulinelli di taglia inferiore perché il trecciato che andremo ad utilizzare sarà leggermente più spesso di quello usato nel Light Rockfishing tradizionale e perché ci serve un mulinello con un peso leggermente maggiore per bilanciare efficacemente una canna lunga e abbastanza potente.

_Il filo: in questo caso l'utilizzo di un trecciato sottile è abbastanza imprescindibile, dato che il massimo contatto con l'esca e il suo miglior controllo abbinate alla prontezza della ferrata sono elementi di cui non si può fare assolutamente a meno. La misura perfetta per questa tecnica è da scegliere tra il PE0.8 e il PE1, a seconda del luogo in cui andremo a pescare. Pescando molto vicino alle rocce è meglio utilizzare un finale in fluorocarbon abbastanza spesso, compreso tra gli 0,24 mm e gli 0,28 mm di diametro. Non bisogna preoccuparsi ad alzare leggermente il diametro del finale, perché pescando in mezzo alla turbolenza e alla schiuma non avremo problemi di visibilità.



_Le Jig Heads: come detto in precedenza utilizzeremo testine piombate dal peso compreso tra i 3 i 5 grammi. La forma della testa può essere scelta liberamente, ma sicuramente una forma bullet o "piatta" ci aiuterà ad imprimere il movimento frenetico a scatti che serve per invogliare i saraghi ad abboccare. La caratteristica più importante che deve avere l'amo di queste testine è la robustezza, perché capita spesso che i saraghi aprano facilmente gli ami con gambo troppo sottile di testine destinate al Light Rockfishing o alle trote. L'amo deve essere quindi molto robusto e a gambo abbastanza lungo, e deve essere di una misura compresa tra il #4 e il #2.



Le esche: sostanzialmente le softbaits da utilizzare per questa pesca devono avere due caratteristiche, avere un corpo tozzo, ma allo stesso tempo corto; questo perché i saraghi tendono a mordere l'esca, non ad aspirarla, quindi con esche lunghe ci ritroveremmo sempre la softbait mozzata, senza essere riusciti a ferrare il pesce. Le tipologie di esche che si prestano maggiormente a questo utilizzo sono pesciolini di gomma a coda dritta, piccoli craws da 2", piccoli tubes.


_L'azione di pesca: per attuare questa tecnica basta lanciare la nostra esca nella schiuma, lasciare affondare per qualche secondo, e poi cominciare un recupero personalizzato, che sia il più "nervoso" possibile, ma allo stesso tempo abbastanza lento. L'esca in pratica deve muoversi il più possibile ma senza aumentare troppo la velocità di recupero. Solitamente se dopo 3 o 4 lanci nello stesso punto non abbocca nulla conviene cambiare postazione; per questo motivo è meglio cercare scogliere che ci permettano di muoverci e spostarci abbastanza agevolmente. Nel momento dell'abboccata occorre una ferrata abbastanza decisa, e un recupero pronto del filo, soprattutto nei primi momenti, in cui il sarago tenterà di guadagnare il fondo. Un retino può sicuramente essere utile, ma personalmente ne ho sempre fatto a meno.

Alla prossima!

Marco

venerdì 24 febbraio 2017

Scheda pesce (XIV) : Sciarrano

Ecco la scheda sullo sciarrano, parente stretto della perchia analizzata nella scheda precedente, e spesso confuso con la stessa nonostante la livrea chiaramente differente.

Partiamo con alcuni dati per analizzare queste differenze:

Famiglia: Serranidae (si tratta di una vasta famiglia di pesci che raggruppa 537 specie, suddivise in 75 generi)
GenereSerranus (si tratta di un genere comprendente 30 specie)
Specie: Serranus Scriba
Lunghezza massima registrata: 36 cm
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dalla Mauritania al Golfo di Biscaglia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Painted Comber
Età massima registrata: 16 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra la Primavera e l'Estate. La specie è ermafrodita e uova e sperma giungono a maturità in tempi quasi coincidenti
Alimentazione: è esclusivamente carnivoro e si ciba di piccoli pesci, crostacei, cefalopodi e molluschi.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 0-50m (eccezionalmente fino a 150 metri).
Pinne: ha una sola pinna dorsale molto lunga, con 10 raggi spinosi e 15 raggi molli. La pinna anale è corta ed è formata da 3 raggi spinosi e 6-7 raggi molli. Le pettorali sono abbastanza grandi e con margine arrotondato, mentre le pelviche sono piccole e in posizione toracica. La pinna caudale è leggermente convessa.
Altre caratteristiche: Ha un corpo allungato e leggermente compresso lateralmente. La testa e la bocca sono grandi e la mandibola prominente è dotata di moltissimi denti appuntiti disposti su molteplici serie.
Colorazione: la caratteristica principale della livrea è la presenza di 5-7 fasce verticali scure lungo il corpo e di una grossa macchia di un colore azzurro acceso nella zona ventrale. Il colore di base
è un rosa-violaceo, e sulla testa presenta una serie di arabeschi azzurri o bianchi, che ne fanno uno dei pesci mediterranei dalla livrea più bella e variegata.



A parte la livrea sopra descritta, la differenza sostanziale tra lo sciarrano e la perchia sta nel fondale in cui preferiscono sostare. Lo sciarrano è un pesce che vive principalmente nel sottocosta, entro i 20 metri di profondità, mentre la perchia copre le stesse tipologie di fondale, ma dai 20 metri in avanti.
Ovviamente spesso i loro territori vanno comunque a sovrapporsi ed è possibile trovare sciarrani a profondità abbastanza elevate o perchie nel sottoriva, ma la profondità di stazionamento abituale è quella sopra descritta.

Anche lo sciarrano è passato in pochi anni da elemento di "disturbo" a preda ricercata da coloro che si cimentano con le tecniche del Light Rockfishing e dell'ultralight marino in generale.

E' un pesce molto vorace, che attacca qualsiasi tipo di esca sia di dimensioni adatte alla sua bocca, dai minnow, alle piccole esche morbide.


La soluzione migliore in assoluto per catturare gli sciarrani sta nell'utilizzo di piccoli Soft Jerkbaits, Shads o Finesse Worms montati su testina piombata e fatti lavorare in prossimità del fondo, ma non a stretto contatto con esso.
Capita spesso che lo sciarrano, non appena vede l'esca, si lanci su di essa, per poi titubare leggermente prima di attaccare. In questo caso bisogna muovere l'esca nel modo giusto per indurlo all'abboccata, con veloci scatti verso l'alto e lente cadute. Di solito l'attacco avviene quando l'esca comincia la sua seconda, veloce, risalita.


Per quanto riguarda la pesca con le esche dure, i minnow sono un'ottima scelta per sondare le buche con acqua abbastanza bassa; mentre per una pesca di ricerca più a lungo raggio i mini metal jig fino a 10-12 grammi hanno sicuramente una marcia in più.

Si tratta in definitiva di uno dei pesci più comuni e ricercati tra le prede dell'ultralight italiano, sia per la massiccia presenza in tutto il sottocosta, sia per i suoi bellissimi colori e la strenua difesa che mette in atto rapportata alle sue dimensioni.


Alla prossima!

Marco

giovedì 23 febbraio 2017

Scheda pesce (XIII) : Perchia

Ecco la scheda pesce su un piccolo predatore molto comune nel Mediterraneo, la Perchia.

Si parte come sempre con alcuni dati:

Famiglia: Serranidae (si tratta di una vasta famiglia di pesci che raggruppa 537 specie, suddivise in 75 generi)
GenereSerranus (si tratta di un genere comprendente 30 specie)
Specie: Serranus Cabrilla
Lunghezza massima registrata: 40 cm
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Sud Africa alla Gran Bretagna), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Comber
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra la Primavera e l'Estate e la maturità sessuale viene ottenuta al raggiungimento dei 16-17 cm di lunghezza
Alimentazione: è esclusivamente carnivoro e si ciba di piccoli pesci, crostacei, cefalopodi e molluschi.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 10-200m (eccezionalmente fino a 500 metri).
Pinne: ha una sola pinna dorsale molto lunga, con 10 raggi spinosi e 15 raggi molli. La pinna anale è corta ed è formata da 3 raggi spinosi e 7-8 raggi molli. Le pettorali sono abbastanza grandi e con margine arrotondato, mentre le pelviche sono piccole e in posizione toracica. La pinna caudale è emarginata (leggermente concava).
Altre caratteristiche: Ha un corpo allungato e leggermente compresso lateralmente. La testa e la bocca sono grandi e la mandibola prominente è dotata di moltissimi denti appuntiti disposti su molteplici serie.
Colorazione: la caratteristica principale della livrea è la presenza di 7-9 strisce verticali scure lungo il corpo attraversate da 2-3 strisce orizzontali bianche e di 3 strisce orizzontali arancioni che partono dalla testa e continuano lungo il corpo. Gli esemplari che vivono a profondità più elevate hanno una livrea più "scolorita" e meno vivace di quelli che vivono vicino alla costa.




Anche la perchia è un pesce che fino a poco tempo fa aveva un valore sportivo pressoché irrilevante, essendo vista quasi esclusivamente come un elemento "disturbante" dai pescatori a bolentino e a vertical jigging.

Con la maggiore popolarità raggiunta dalla pesca ultralight in mare, anche questo pesce ha trovato il suo posto tra le prede del lure fishing.

Innanzitutto si tratta di un pesce che ama vivere su fondali misti, formati da sabbia, rocce e poseidonie. Si trova anche vicino a riva, ma principalmente a profondità abbastanza elevate, dai 20 ai 100 metri, ragion per cui è molto più semplice catturare questo pesce dalla barca, dal kayak o da scogliere che si affacciano su fondali profondi.

La pesca mirata di questo pesce dalla barca la sconsiglio caldamente, perché si tratta di un pesce che, vivendo abitualmente vicino al fondo, è dotato di una vescica natatoria non in grado di espellere o incanalare gas velocemente.
I pesci che hanno questo problema, quando vengono staccati dal fondo troppo velocemente, non riescono a far si che la vescica si adatti al cambio di pressione, con la conseguenza che la vescica stessa aumenta di volume (anche di 5 volte).
A volte, nei casi più gravi, la vescica esplode, rilasciando il gas all'interno del corpo del pesce, uccidendolo. Ci accorgiamo di questo fatto quando troviamo il pesce con i globi oculari fuoriusciti dalle orbite.
Per quanto esistano dei metodi per la decompressione, che possono, nei casi meno gravi, salvare i pesci, è sempre meglio evitare al pesce questa sofferenza.

Per quanto riguarda la pesca da riva sono preferibili le esche morbide (piccoli Soft Jerkbaits e Finesse Worms), montate su testina piombata o comunque con piombatura adeguata, per raggiungere il fondo abbastanza velocemente.
Ottimi risultati si hanno anche con i micro metal jigs.


Si tratta in definitiva di un pesce molto vorace, che pur avendo dimensioni molto ridotte, può essere catturato con la tecnica del Light Rockfishing.

Alla prossima!

Marco