Lettori fissi

sabato 10 giugno 2017

Split Shot Rig Guide (ENG)

Here's my article about a famous rig for softbaits, the Split Shot Rig.

This rig comes from the bassfishing world and it's one the most simple ones: it consists in positioning one or two split shot sinkers on the line at a certain distance from the hook.



It's a finesse technique that needs light lines, small hooks and tiny baits. Its peculiarity lies in the presentation, that is very natural and slow moving, similar to a weightless rig.

You can interprete this rig in two different ways:

_As a sub-surface or mid-water technique, with the aim of covering a very big area with a lot of casts and a quite fast retrieve.

_As a bottom-fishing  technique, with the aim of making the bait sliding on the bottom or on the weeds, with a very slow retrieve in order to leave it free to move in a very natural way. This interpretation of the rig is widely used not only in the bassfishing field, but also in the Light Rock Fishing field, because the split shot sinker helps us to move the sand or the mud, and make the fish more curious.

The rig is made of:

_Line: it's a finesse technique, so the line, in bassfishing, will be a 6 to 8 lb. fluorocarbon. You can also use without any problem a very thin PE braid with a fluorocarbon leader. If you use this rig for  Light Rock Fishing it's better to use a 3-5 lb. fluorocarbon: I prefer not to use lines under 3 lb. because the risk to break the line and leave a hook in the fish mouth is bigger than the real possibility to increase the bites. I've always mentioned fluorocarbon lines or leaders but you can use nylon lines as well.

_Sinker: for this rig we usually use split shot sinkers from 0,5 to 3,5 grams. They are usually very soft, and they will not damage the line too much, but, to be sure, I prefer, if I need a heavier rig, to use only one bigger split shot sinker instead of two or three smaller ones.
The specific split shot sinkers are very soft, but a lot of bass fishermen use rubber tubes on the line in order to avoid this problems. With this tip you can also move the weight along the line without damaging it. The sinker is placed at a certain distance from the hook, depending on the fishing spot, but usually from 15 to 50 centimeters.

_Hook: mini offset hooks are the most common choice, but, especially with very tiny softbaits, we can use an average hook with eyelet and nose-hook the bait. The hook choice depends only on the bait's size and shape and on the fish we want to catch.

_Softbait: in this rig we will use tiny baits, not more than 4 inches, mainly with a thin and sinuous body, but, depending on the fishing spot we can use softbaits of any shape.
Worms, Paddle tail, Soft Stickbaits and Finesse Worms are the most used, but for bottom fishing we can choose even small craws and creatures.

Marco

mercoledì 7 giugno 2017

Racconti di pesca (XII): Viaggio verso Capo Nord (2014)

Ho riorganizzato il racconto del mio viaggio in Norvegia del 2014 in un unico post.

"Ho deciso di raccontare sul blog il lungo viaggio intrapreso, dopo un anno di preparativi, da me e Francesca per poter essere d'aiuto a chi, in futuro, vorrà organizzare una spedizione simile.

L'obiettivo era quello di raggiungere Capo Nord in macchina, partendo da Genova.

Abbiamo percorso 11mila chilometri in 38 giorni muniti di tenda, cibo, e attrezzatura da pesca.

Il primo è stato un giorno di trasferimento, da Genova ad Hannoversch Münden, con lunghe code in autostrada e una fastidiosa pioggia serale.

La mattina dopo siamo partiti alla volta di Hirtshals, località danese dalla quale, il mattino del terzo giorno, avremmo preso il traghetto per raggiungere la Norvegia, e precisamente Kristiansand , per poi passare la notte nella vicina Mandal.

Nelle zona di Mandal sono riuscito a fare i primi lanci, e ho scoperto subito come qui, pescando in mare dalla spiaggia non abbocchino le solite spigole, tracine o pesci lucertola a cui sono abituato, ma le trote fario!


Un altro posto assolutamente da vedere nei dintorni di Mandal è il faro di Lindesnes, un punto fortemente simbolico, essendo situato sullo scoglio più meridionale della Norvegia. L'ingresso nella zona del faro è a pagamento, ma lo consiglio assolutamente a chiunque passi da quelle parti.


Lasciato il faro di Lindesnes, siamo andati a passare la notte a Kleppe, in un campeggio a pochi passi da una bellissima spiaggia di sabbia. Qui abbiamo potuto testare la temperatura dell'acqua oceanica, che, nonostante la piena stagione estiva, è veramente bassa. Impossibile fare il bagno!

Il giorno successivo, il quinto, ci siamo diretti verso il parcheggio da cui partiva la splendida camminata verso il Preikestolen, una falesia alta 600 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord, donandoci una vista mozzafiato.
La camminata dura circa due ore, ma è fattibile per tutti non presentando particolari asperità.


Da qui in poi abbiamo cominciato ad attraversare la parte di Norvegia con i fiordi, che obbliga (o quasi) a prendere anche molti traghetti. Gli attracchi degli stessi sono ottimi spot per fare qualche lancio in attesa dell'arrivo dell'imbarcazione.
E' sempre bello prendere per la prima volta pesci mai visti, ed uno dei miei sogni, da amante della pesca leggera in mare, era quello di catturare un tordo oceanico, il famoso Ballan Wrasse.
Per fortuna questo tabù l'ho sfatato subito!


Stesso discorso vale per il mio primo merluzzo giallo, il famoso pollock (o pollack, se si vuole usare il nome ufficiale italiano). Mentre il ballan wrasse è un pesce molto simile ai tordi che abbiamo in Mediterraneo; il pollock è un qualcosa di completamente inusuale per un pescatore italiano, e la prima cattura di un nuovo pesce è sempre un'emozione unica, nonostante la piccola taglia.


Proseguendo con il viaggio, il sesto giorno abbiamo iniziato ad intraprendere la dura camminata verso il Trolltunga, una roccia sporgente fantastica della quale vi invito a cercare qualche immagine su Google, che richiede però 10 ore complessive per essere raggiunta.
Noi purtroppo, avendo poco tempo (e poco fiato), abbiamo percorso solo la scalinata iniziale, ma vi assicuro che non è una scalinata normale. Il numero degli scalini è infinito, con una grande pendenza, e spesso i pioli sono sospesi nel vuoto.


Lungo la strada per il parcheggio del Trolltunga, consiglio di fermarsi alle splendide cascate Latefossen, che addirittura bagnano la strada in cui si passa con la macchina!


La sera del sesto giorno abbiamo quindi dormito nei dintorni di Odda, dove ho avuto modo di pescare da una bellissima passeggiata lungo un ramo di un fiordo molto profondo, nel quale ho preso solamente trote.


Dopo aver lasciato Odda ed essere saliti sul traghetto che collega Kinsarvik a Kvandal, abbiamo incrociato per caso le splendide cascate Steindalsfossen, meritevoli di una visita per la loro bellezza e per il fatto che il sentiero ci passa "dentro", come si può vedere dalla foto!


Siamo poi giunti finalmente a Bergen, dove abbiamo passato due giorni.

La città di Bergen è la seconda città più popolata del paese dopo Oslo, ed il vecchio quartiere Bryggen al suo interno è stato classificato come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


A Bergen sono riuscito anche a pescare il primo merluzzo bianco della mia vita.

Cod

Il merluzzetto (Trisopterus Minutus) è invece una specie di merluzzo che anche da adulto supera di rado le dimensioni di quello in foto.

Cod

Se andate a Bergen vi consiglio di prendere la funicolare/trenino Fløybanen, che porta su una collina sopra la città,  dalla quale si può godere di una vista strepitosa, soprattutto se si è fortunati con il meteo.



Il nono giorno abbiamo lasciato Bergen, destinazione Borgund, un minuscolo paese famoso soprattutto per la sua Stavkirke, la chiesa in legno meglio preservata delle 28 presenti in Norvegia.

Lungo il viaggio, non particolarmente lungo, abbiamo avuto modo di fermarci in fondo alla Valle di Flåm e di prendere il particolare e bellissimo treno che percorre tutta la valle partendo da Flåm e arrivando fino agli 865 metri di altezza di Myrdal. Il percorso della ferrovia è in ascesa costante, e la particolarità è data dal fatto che il treno sale fino a Myrdal senza l'utilizzo della cremagliera.
Il biglietto è abbastanza costoso, ma la vista di cui si può godere durante il percorso è veramente molto bella.

Altro ricordo particolare è l'attraversamento del Tunnel di Lærdal, che è il più lungo del mondo, ben 24,5 chilometri!

Alla fine del decimo giorno siamo andati a dormire ai piedi del Briksdalbreen, un famoso e bellissimo ghiacciaio, che purtroppo nel corso degli anni si sta ritirando sempre di più, per poi partire la mattina dopo alla volta di Geiranger!
Per arrivare al piccolo paese (250 abitanti) all'estremità dell'omonimo fiordo abbiamo dovuto prendere un traghetto, che ci ha permesso di vedere cascate e montagne veramente fantastiche.

Le due più importanti cascate del Geirangerfjord sono quella delle Sette Sorelle e quella del Pretendente. Le due cascate si trovano una di fronte all'altra e, secondo la leggenda, il Pretendente corteggia da sempre le sette sorelle senza mai essere corrisposto.

Questa sotto è la foto della cascata sopra a Geiranger, con vista sul campeggio dove abbiamo pernottato e sul fiordo. Un paesaggio veramente da sogno.


Il giorno successivo, il dodicesimo, siamo arrivati a Molde, da cui siamo partiti la mattina seguente per giungere alla bellissima Røros, nella parte più interna della Norvegia.

Il viaggio verso Røros ci ha permesso di vedere posti magnifici.
Merita una menzione la bella città marinara di Ålesund, riconosciuta come la capitale norvegese del pesce. Essendo la capitale norvegese del pesce non potevo evitare di pescarci, e all'imbocco del porticciolo ho subito incannato qualcosa di grosso, che dopo un po' di tira e molla si è rivelato essere uno splendido merluzzo giallo. Il mio primo pesce norvegese di una certa dimensione.


Un altro posto mozzafiato in cui siamo passati è la bellissima strada atlantica (Atlanterhavsvegen), con i caratteristici ponti "storti" tra un'isoletta e l'altra.


Queste isolette mi hanno regalato, in mezzo a correnti veramente impetuose il pollock più grosso di tutto il viaggio. 


Alla sera del tredicesimo giorno siamo giunti quindi alla bellissima Røros, la città più fredda della Norvegia (d'inverno sono stati raggiunti i -55 gradi); talmente bella che dal 1980 è uno dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
E' sempre stata una città di minatori, che ospitava le famiglie delle persone che lavoravano alla vicina miniera di rame di Olavsgruva, che ora è possibile visitare in maniera guidata.


A Røros passa anche un torrente molto bello, in cui non ho preso trote bensi' un bellissimo lucciotto.
Non mi aspettavo assolutamente di poter prendere dei lucci in torrente!

Pike

Lasciata Røros, ci siamo diretti verso Trondheim, che però, da buoni genovesi, abbiamo visitato un po' di corsa per via del costo dei parcheggi a dir poco esorbitante!
Bellissimi comunque la cattedrale, il centro e la città vecchia.
Abbiamo passato la notte ad una decina di minuti dalla città, nella zona di Flakk, dove ho avuto tempo di fare qualche lancio e di prendere un bellissimo merluzzo bianco!

Cod

Altra bella soddisfazione mi è stata data dalla cattura del mio primo Scorpionfish!

Sculpin

Il giorno successivo, il sedicesimo, ci siamo diretti verso una piccola e poco popolata isoletta, l'isola di Leka, famosa per la pesca del merluzzo dalla barca. Si tratta di un vero e proprio paradiso terrestre, completamente libero da ogni rumore e da ogni traccia di inciviltà.

Lasciata Leka ci siamo diretti a Bodø, città da cui il 18esimo giorno avremmo preso il traghetto per arrivare nella parte di Norvegia che più ci attirava: le Lofoten.
Nei dintorni di Bodø abbiamo assistito ad uno degli spettacoli più belli di tutta la vacanza, il Saltstraumen, il Maelstrom più famoso d'Europa, un enorme gorgo causato dalle maree, che si può ammirare durante il picco di bassa marea.
Uno spettacolo pazzesco, che mi ha lasciato veramente senza parole..
Senza parole si, ma appena le acque si sono un po' calmate, la voglia di lanciarci dentro il Live Impact di Keitech è stata molta, e mentre gli altri intorno a me prendevano micro Pollock con i gamberetti, io ho tirato fuori, con non poche difficoltà, questo STUPENDO merluzzo bianco, sicuramente il più bel pesce della mia vita, che è tornato, come è giusto che sia, in mare.

Cod

Oltre ai pesci c'erano anche dei crostacei un po' preistorici, anche questi tornati ovviamente in mare.


Dopo la lunga traversata in traghetto che da Bodø ci ha portato a Moskenes, iniziamo la nostra visita alle splendide Lofoten da un piccolo agglomerato di case di pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato: Å i Lofoten


Consiglio di passare dal caratteristico e piccolo panificio del paese, che utilizza un antichissimo forno a legna per fare dei buonissimi panini dolci alla cannella!
La tipologia di paesaggio che si incontra alle Lofoten si può ammirare chiaramente in questa foto sotto, che ritrae la vicina Reine, cittadina di soli 300 abitanti. Montagne altissime e mare...tutto in poche centinaia di metri!


Le Lofoten sono famosissime per la pesca del merluzzo dalla barca, ma si possono avere delle belle soddisfazioni anche da riva.
Mentre pescavo merluzzi di taglia medio piccola tra le barche ad esempio, il mio Damiki Mausrin è stato azzannato da un qualcosa di ben più grosso, che per poco mi fa cadere in acqua vista l'instabilità del micro pontile!


Cod

Lasciate le Lofoten, i giorni seguenti siamo saliti ancora, fino alla punta più settentrionale delle Vesterålen, l'arcipelago a nord delle stesse Lofoten, per poi tornare indietro e rientrare nella Norvegia "continentale".

La tappa successiva è stata la visita al fantastico Polar Park, vicino a Bones, un enorme parco, che nulla ha a che vedere con uno zoo. Ogni animale ha a disposizione in pratica degli enormi boschi cintati; tanto che gli animali stessi sono molto difficili da vedere, se non quando vengono nutriti.
Nel parco sono presenti orsi, lupi, volpi artiche, cervi, linci, renne, buoi muschiati, ghiottoni e molti altri animali.
Oltre a poter VEDERE questi splendidi animali, il Polar Park consente di poter entrare in contatto diretto con alcuni di loro. Il costo di queste attività è abbastanza alto, molto alto per quanto riguarda l'incontro con i lupi, ma sono ricordi che uno si porta dietro per tutta la vita.



Lasciato il Polar Park è iniziato il viaggio di due giorni che ci avrebbe portato, finalmente, a Capo Nord.
Il paese più vicino a Nordkapp è Honningsvåg, molto tranquillo, carino e soprattutto pieno di pesce in mezzo ai suoi pontili.



Cod

A pochi chilometri da Honningsvåg si trova Nordkapp, con il suo bellissimo museo e il suo famosissimo globo di ferro.



Ma il vero punto più a nord d'Europa è il promontorio che si vede più a sinistra nella cartina: Knivskjellodden. Esso si trova a una latitudine di 71°11'08", contro il vicino (e più famoso) Nordkapp, da molti considerato il "tetto" del continente, ma in realtà situato a una latitudine minore (71°10'21", circa 1500 metri più a sud).

Per raggiungere Knivskjellodden non esistono strade asfaltate: è necessario lasciare la propria vettura sulla E69 che porta a Nordkapp e proseguire a piedi per una lunga passeggiata di ben 9 chilometri, tra pietraie, distese terrose, prati e rocce.

Una volta giunti in cima al promontorio ci si trova davanti un obelisco


...e allora dopo aver firmato il registro custodito in una cassettina li vicino, ci si prepara per fare il lancio più a nord d'Europa!


A quel punto Capo Nord (quello vero!) era raggiunto...e dopo essere ritornati alla macchina tra mille fatiche e 6/7 ore complessive di cammino, la tristezza ha cominciato a farsi sentire; perché era ufficialmente iniziata la discesa, il ritorno...

Non racconterò il ritorno, perché comunque il nostro viaggio a poteva definirsi finito con l'arrivo a Knivskjellodden. In ogni caso siamo scesi in linea retta passando da Rovaniemi (Finlandia) e da Stoccolma (Svezia), per poi attraversare Danimarca, Germania, Austria e Svizzera.

Un grazie enorme per questo viaggio va a Francesca; senza di lei quest'avventura non sarebbe nemmeno partita. Grazie.

Alla prossima

Marco"

venerdì 2 giugno 2017

Scheda pesce (XVII) : Sugarello

Ecco la scheda su un pesce molto ricercato dagli amanti della pesca con le esche artificiali, il Sugarello.
Partiamo con alcuni dati, come sempre.

Famiglia: Carangidae (si tratta di una enorme famiglia di pesci marini, comprendente 146 specie suddivise in 30 diversi generi. Sono pesci che, ad eccezione proprio del Sugarello che andrò a descrivere, vivono solamente nei mari caldi, con abitudini prevalentemente pelagiche).
Genere: Trachurus (è un genere comprendente 15 specie, diffuse in tutto il mondo)
Specie: Trachurus Trachurus
Lunghezza massima registrata: 70 cm
Peso massimo registrato: 2 kg.
Distribuzione: Mar Mediterraneo e Atlantico Orientale (dalla Norvegia al Sud Africa)
Nome inglese: Atlantic Horse Mackerel
Età massima registrata: 40 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione è prettamente estiva, ma è una specie che tende a riprodursi lungo tutto l'arco dell'anno. Raggiungono la maturità sessuale tra i 2 e i 4 anni di età.
Alimentazione: Si nutre di piccoli cefalopodi, piccoli crostacei e piccoli pesci.
IUCN Red List: Vulnerable (la popolazione totale della specie è diminuita del 50% in dieci anni, e il trend continua ad essere in diminuzione)
Profondità di stazionamento: 0-1000 (solitamente 0-200)
Pinne: Le pinne dorsali sono due e possono rientrare e rimanere nascoste in un piccolo solco presente sul dorso; la pinna anale è divisa in due parti, una parte formata da raggi molli e una parte più piccola formata da due raggi spinosi molto acuminati. Le pinne pettorali sono molto lunghe e falciformi, mentre le pinne pelviche sono brevi, munite di spina e posizionate in modo toracico. La caudale è infine ampia e profondamente forcuta.
Altre caratteristiche: La pelle è ricoperta da squame piccolissime, mentre la linea laterale è interamente ricoperta da scudetti ossei. La bocca è ampia, con mandibola leggermente prominente e munita di una sola fila di denti. Gli occhi sono di grandi dimensioni.
Colorazione: il colore del dorso è scuro, grigio verdastro, i fianchi sono argentati e il ventre è bianco perla.

Il sugarello è un pesce che vive in ambiente pelagico neritico e che si riunisce in gruppi più o meno grandi, avvicinandosi alla costa durante la bella stagione. Gli esemplari più piccoli stanno sottocosta anche nei mesi invernali, soprattutto nei mari più caldi, come il Mediterraneo.
La pesca del sugarello con le esche artificiali è diventata negli ultimi anni, con l'avvento in Europa dell'Ajing Game giapponese, di rilevanza nazionale.
In Giappone la pesca del sugarello, l'Ajing Game appunto, è una tecnica molto praticata, con attrezzature create appositamente per lo scopo, dalle canne ai fili, dalle jig heads alle esche.
Non entrerò nel merito della scelta della canna ideale, ma vi dirò quali sono per me le esche più redditizie per questa pesca.

Partendo dalle hardbaits, un posto di rilievo lo occupano sicuramente i metal jigs.

Horse Mackerel

Si tratta di esche molto efficaci perché permettono di sondare, senza perdere troppo tempo, differenti strati d'acqua, per trovare rapidamente il punto in cui stazionano i pesci.
E' meglio utilizzare metal jigs non troppo pesanti, che nelle pause scendano non troppo velocemente. Questo perché spesso il sugarello attacca in caduta e un'esca troppo pesante sarebbe molto più difficile da afferrare. Lo stesso vale per il recupero, che nel caso di metal jigs più leggeri può essere fatto un po' più lentamente.

Altre esche che permettono di coprire molta acqua in poco tempo sono i metal vibrations, versioni metalliche e più affondanti dei classici vibrations, i famosi minnow senza paletta e dal corpo compresso lateralmente che hanno l'anellino per legare la lenza sulla schiena invece che sulla bocca.

L'ultima hardbait che consiglio per la cattura di questo pesce è il sinking lipless. Queste esche mantengono un'ottima lanciabilità, ed hanno il vantaggio, rispetto ai metal jig, di affondare più lentamente, cosa che li rende maggiormente efficaci nella fase della caduta.

Horse Mackerel

Le possibilità di scelta dell'esca si ampliano considerevolmente entrando nel panorama delle softbaits.
L'utilizzo delle esche morbide ci permette di personalizzare tutto l'assetto, dalla velocità di affondamento (scelta del peso della testina o della montatura), all'imprevedibilità del movimento dell'esca (testine dalla forma particolare o esche dal movimento composto oppure frenetico).
I sugarelli solitamente prediligono esche dalla forma molto allungata e sottile, come i Finesse Worms, ma non disdegnano anche piccoli Shadtail Worms e piccoli Craws.
Per quanto riguarda la montatura mi sento di consigliare il Jig Head Rig; ma a seconda dell'ambiente in cui peschiamo e della profondità dello spot si può anche decidere di adottare soluzioni più fantasiose.

Horse Mackerel

Si tratta di un pesce che vive prevalentemente a mezz'acqua, in gruppi più o meno grandi. L'esca, morbida o rigida che sia, dovrà quindi per forza di cose stazionare nello strato d'acqua intermedio, e per questo andranno scartate montature che consentono di pescare solamente a contatto con il fondo o esche di superfice (anche se in alcuni casi può capitare che i sugarelli mangino a galla e che quindi siano catturabili anche con i topwater o a mosca secca).

Horse Mackerel

La difesa del sugarello è molto strenua, ma la sua bocca priva di denti particolarmente grandi e taglienti ci permette di utilizzare anche fili molto sottili, a patto di proporzionare a questi fili anche il resto dell'attrezzatura.
Il filo è a mio parere il parametro da cui partire per scegliere poi tutta l'attrezzatura, e per la pesca del sugarello da riva si può scegliere di imbobinare monofili in nylon o fluorocarbon da 3/4 libbre o trecciati PE0.3/PE0.4.
Con fili cosi sottili si riesce a lanciare senza problemi anche esche veramente leggere.

Alla prossima scheda!

Marco





venerdì 26 maggio 2017

Racconto di pesca (XI) : Light game nei fiordi norvegesi

Eccomi dopo una breve pausa con un racconto prevalentemente fotografico della mia ultima giornata di pesca.
Ho pescato nella parte interna di un fiordo, da scogliera naturale e artificiale.
Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma, con l'avvicinarsi della stagione calda, si sono fatti vedere, come lo scorso anno, i primi bellissimi tordi oceanici (Ballan Wrasse).

Wrasse

Questa volta li ho catturati tutti con un piccolo Soft Stickbait di Black Flagg, il Big Butt XS, montato su jig head da 1/8 d'oncia.

Wrasse

Si tratta di pesci che, pur non essendo enormi, possiedono denti molto taglienti e richiedono quindi l'utilizzo di fili abbastanza robusti.

Wrasse

Oltre agli Stickbaits possono essere utilizzate molte altre tipologie di esche morbide, dagli Shads ai Finesse Worms, dai Craws alle piccole Creatures.

Wrasse

L'innesco su testina piombata non è l'unico efficace, anzi, considero ancora migliore il Drop Shot, perché permette di mantenere in pesca la nostra esca anche a velocità di recupero bassissime o nulle; questo è molto utile con i tordi che sono predatori notoriamente lenti e circospetti.

Anche i merluzzi neri, che si prendono più facilmente in inverno, hanno già fatto spazio ai merluzzi gialli, presenti ora in buon numero.

Pollock

A volte capita di catturare anche grossi esemplari, come quello nella foto sotto, che daranno filo da torcere alla nostra attrezzatura leggera. Non è difficile infatti portare questi pesci sotto riva, ma quando si avvicinano a noi si producono in due o tre fughe molto potenti, che, se non abbiamo preparato la frizione nella maniera giusta, porteranno quasi sicuramente alla rottura del filo.
Anche i merluzzi gialli hanno denti affilati, e bocca molto grande, tanto che tendono a ingoiare spesso la nostra esca, soprattutto se piccola; anche per questo motivo l'utilizzo di fili sottili porta in molti casi alla rottura.
Consiglio quindi per i terminali l'utilizzo di fili robusti, mai sotto lo 0,30, quando andiamo alla ricerca di questi pesci.

Pollock

Il merluzzo giallo si nutre abbastanza vicino al fondo; bisogna quindi avere l'accortezza di fare affondare la nostra esca prima di iniziare il recupero, a prescindere da quale sia la tipologia di esca.

Pollock

Questi pesci sono capaci di veloci scatti quando devono ghermire la preda, ma spesso sbagliano la misura dell'attacco. E' proprio per questo che tendo a preferire la pesca con le softbaits, notoriamente abbastanza lenta, rispetto a quella con i metal jig, che, pur essendo molto efficaci, hanno un movimento più nervoso, cosa che li rende più difficili da afferrare.

Pollock

Il merluzzo bianco è invece un pesce tipicamente invernale, che si può però catturare fino a Giugno. Rispetto al merluzzo giallo, il bianco vive a completo contatto con il fondo, tanto che non avremo possibilità di catturarlo pescando a mezz'acqua.

Cod

Le esche migliori sono anche in questo caso le softbaits, con particolare predilezione per quelle dalla forma allungata, come Worms e Soft Stickbaits.

Cod

Un altro pesce abbastanza facile da catturare nell'ambito del Light Game norvegese è il capone gorno, che non raggiunge grandi dimensioni, ma è comunque molto bello da fotografare per via delle sue pinne particolari.

Gurnard

Al prossimo report con tante importanti novità

Alla prossima

Marco

mercoledì 5 aprile 2017

Racconto di pesca (X): Arriva la primavera

Dopo un inverno passato a casa per motivi di lavoro e climatici, ecco che il tempo inizia a cambiare anche qui in Norvegia.
Le temperature stanno salendo, i pesci ricominciano ad entrare in attività, e la natura in generale sembra rinascere.

Le uscite di pesca non sono ancora fruttuose come in estate, ma ho potuto notare come in questo periodo, nuotino nelle acque salate dei fiordi molte trote di mare, diffidenti e schive, e per questo difficili da catturare.

La livrea argentata con pochi puntini neri è veramente stupenda, e ricorda quella dei salmoni atlantici

Trout

Queste trote vanno stuzzicate con piccole softbaits montate su jig head e recuperate molto velocemente, ma reagiscono bene anche alle varie hardbaits utilizzate normalmente per le trote in torrente.

Oltre alle trote di mare, iniziano ad essere aggressivi anche i pollack, che stazionano, in questa stagione, abbastanza vicini al fondo, ma possono essere catturati con discreta facilità se si riesce a trovare il punto giusto in cui calare l'esca.

Pollock

I merluzzi bianchi sono invece pesci che dalla riva si catturano principalmente durante i mesi freddi, ma, soprattutto qui, nella parte meridionale della Norvegia, sono tutt'altro che facili da catturare.
L'anno scorso li ho presi fino a giugno; poi sono spariti completamente da luglio fino a novembre.
Vedremo quest'anno cosa succederà, cosi' potrò fare una statistica maggiormente attendibile.

Cod

Il capone gorno è un pesce invece presente tutto l'anno, che si nutre a contatto con il fondale, e che può essere catturato con qualsiasi softbait opportunamente piombata e con metal jigs di piccole dimensioni.

Gurnard

Ricomincia quindi la stagione della pesca, con nuove emozioni da raccontare, nuovi pesci e nuovi esperimenti riguardanti le varie tecniche.

A presto con nuovi articoli

Marco