Lettori fissi

mercoledì 26 luglio 2017

Drop Shot Rig ( ITA / ENG )

Il Drop Shot è una tecnica molto famosa nel panorama del bassfishing che può essere utilizzata per insidiare qualsiasi predatore, anche in mare.
Ciò che differenzia il Drop Shot da tutte le altre montature è la posizione dell'amo, che non è ad un capo del filo, ma al di sopra del piombo.
Si tratta di una pesca prevalentemente verticale, in cui l'esca rimane quindi "sospesa" nell'acqua e sollevata dal fondo.
Solitamente non serve recuperare attivamente il filo; basta infatti muovere appena l'esca con colpetti di cimino per farla vibrare sul posto. Non c'è bisogno quindi di lanciare distante, ma semplicemente di calare l'esca e attendere la mangiata.
E' sicuramente una tecnica statica, ma la presentazione è molto naturale, cosa che rende l'innesco uno tra i più efficaci per quanto riguarda la pesca con le softbaits.
Si può anche optare, se serve, per un utilizzo più "attivo" del Dropshot, recuperando l'esca come se avessimo una Jig Head all'altro capo del filo.
Il suo punto di forza è quindi dato dal fatto che l'esca può rimanere nella "strike zone" per tutto il tempo che vogliamo, a differenza delle altre tecniche, nelle quali per tenere l'esca "sospesa" dobbiamo per forza recuperare il filo ad una determinata velocità.

The Drop Shot Rig is a very popular bass fishing "finesse" technique that can be useful to catch every predator, even in the sea.
The difference between the Dropshot Rig and the other rigs lays in the position of the hook, that is not at the end of the line, but in an intermediate position, above the sinker.
This is mainly a vertical technique, in which the bait is suspending in the water and in which you don't have to retrieve the line, but barely move the bait with small wrist movements.
So there is no need to throw the softbait far away, but you can simply drop the bait vertically and wait for the bite. It's definitely one of the most static techniques, but it can be very profitable because it's a very natural and light presentation.
You can also choose, if you need it, to perform a more "active" Dropshot, and retrieve like when you use a Jig Head Rig or a Texas Rig.
So the strenght of the Dropshot is that the bait can stay in the "strike zone" as long as you want, and this is a big difference from the other techniques, which need a line retrieve to keep the bait suspended.


_Canna: per quanto riguarda il Drop Shot canonico, essendo una tecnica prevalentemente "finesse", sceglieremo una canna da spinning con azione Extra Fast. Le canne specifiche da Drop Shot sono lunghe di solito dai 6'4'' ai 6'9'' e hanno un cimino molto sensibile, spesso pieno (solid tip). Nulla ci vieta in ogni caso di appesantire questa montatura (come nel caso di Power Shot e Bubba Shot, che vedremo tra poco), soprattutto per la pesca in mare, usando piombi più pesanti, ami più grandi e fili più robusti, e di conseguenza anche canne più toste, solitamente da baitcasting. La canna in ogni caso deve essere molto sensibile e rapida per poter sfruttare appieno i vantaggi di questa tecnica.

_Mulinello: in abbinamento a queste canne è consigliato l'uso di un mulinello di taglia 2506 (Daiwa) o 2500S (Shimano), che sono le versioni con bobina shallow dei 2500 delle due più importanti case giapponesi. Visto l'utilizzo di fili sottili si potrebbe optare anche per un mulinello più piccolo, ma una bobina più larga ci permetterà di avere meno problemi con il filo, che in questa tecnica è soggetto a molte fastidiose torsioni. Per quanto riguarda il Power Shot si possono usare dei mulinelli low profile da pitching.

_Filo: nella pesca al bass si utilizza per questa tecnica un fluorocarbon tra le 6 e le 10 libbre, mentre per quanto riguarda la pesca in mare si sceglierà il filo in relazione al tipo di preda cercata: fluorocarbon o nylon da 4 a 6 libbre se utilizziamo il Drop Shot nell'ambito del Light RockFishing mediterraneo; se invece cerchiamo prede più importanti con un assetto più pesante io preferisco utilizzare un trecciato PE0.8 o PE1 abbinato ad un finale in fluorocarbon o nylon da 10-12 libbre.
L'utilizzo del trecciato in bobina è molto utile in mare o in tutti quegli spots con fondale importante, perché aiuta ad avere un maggiore contatto con l'esca.

_Rod: For a regular Drop Shot we will choose a finesse extra fast spinning rod. Specific Drop Shot Rods are usually 6'4'' - 6'9'' long, and they have a very sensitive tip (usually solid). Sometimes we need to use this rig in saltwater or in spots that need heavier tackle (Power Shot and Bubba Shot); in these cases there is no problem about choosing tougher baitcasting rods. Anyway it's important to use a very sensitive and fast rod in order to take advantage of the benefits of this rig.

_Reel: the best reels for these rods are 2506 Daiwa reels and 2500S Shimano reels, that are 2500 class reels with shallow spools. You can use a smaller reel either, but a larger spool can help us to prevent line twists, that are very common with this rig. For heavy duty Drop Shot you can use light pitching low profile baitcasting reels.

_Line: for bass fishing you need a 6-10lb. fluorocarbon line, while for saltwater fishing you can choose the line in relation to what are you looking for: 4-6lb nylon or fluorocarbon  if you are using this rig in the Light RockFishing technique; while if you are fishing in areas frequented by larger fish, or with larger baits I prefer to use a PE0.8 / PE1 braided line with a 10-12lb. fluorocarbon or nylon leader. The use of braided line is very useful for sea fishing or in all those spots with an important backdrop, because it helps to have greater contact with the softbait.

Wrasse

_Amo: esistono ami specifici da Drop Shot, ossia adatti ad innescare la softbait appena pinzata per l'estremità (Nose Hooking). Questo tipo di innesco garantisce all'esca un movimento perfetto e libero da ogni condizionamento; l'esca infatti non è trattenuta né limitata nei movimenti in alcun modo.
Altri ami molto utilizzati sono quelli offset, di piccole dimensioni; con questi però si perde qualcosa a mio parere in quanto a sinuosità di movimento dell'esca.
L'amo deve essere munito di occhiello e va legato direttamente alla lenza; il nodo più adatto in questo caso è il Palomar Knot. Ovviamente bisogna avere l'accortezza di lasciare del filo in eccesso, in modo da potere inserire il piombo nella montatura. Inoltre è importante, una volta finito il nodo, fare passare il filo in eccesso nuovamente nell'occhiello dell'amo, dall'alto verso il basso, in modo da avere l'amo in linea perfetta con il filo.
La distanza tra l'amo e il piombo dipende da dove vogliamo far stazionare l'esca, se molto vicina al fondo o più staccata. In ogni caso è consigliabile non aumentare troppo questa distanza.
Esiste un'ulteriore tipologia di ami da Drop Shot, che presenta una piccola girella incorporata all'amo stesso, sull'occhiello (Spinshot Hooks). Ovviamente questa soluzione riduce di molto il problema della torsione del filo, ma a mio parere dovendo fare un nodo in più indebolisce la montatura stessa e allo stesso modo la appesantisce, riducendo la naturalezza di movimento dell'esca.

_Hook: there are specific hooks for Drop Shot, perfect for nose-hooking. This hooking technique guarantees a 100% real movement to the bait, without constraints or points where it is held. It's common to use even normal offset hooks for Drop Shot rigging, but in my opinion with a texas rigged bait the movements of the bait itself will not be so free as in the nose-hooking case.
The hook must be tied directly to the fishing line, and the best knot in my opinion is the Palomar Knot, making attention to let some extra line to fix the sinker. It is also important, once finished the knot, to pass the excess line again in the eyelet of the hook, from up to down, in order to have the line more "straight" and the hook in the best position.
The distance between hook and sinker depends on where we want the bait to station (very close to the bottom or a little more detached).
Anyway it is recommendable not to increase too much this distance.
There is another type of dropshot hook, with a built-in swivel in order to eliminate line twists (Spinshot Hooks), but in my opinion, with one more knot, this solution weakens the entire rig.


Cod

_Esca: possono essere innescate a Drop Shot tutte le tipologie di softbaits, con preferenza per Finesse Worms, piccoli Soft Stickbaits, Craws e Shads.
Dato che l'innesco garantisce all'esca il 100% del suo movimento potenziale, ovviamente si dovranno prediligere esche dalla forma allungata e sottile, dal movimento sinuoso ma che non necessita di un recupero per essere "attivato".
Si evitano solitamente esche troppo lunghe, anche perché utilizzando il Nose Hooking si rischia di ferrare pochi pesci, soprattutto se si cercano pesci con una bocca non troppo grande. Penso che la dimensione perfetta dell'esca da Drop Shot sia dai 2.5" ai 4".
L'utilizzo di esche in gomma galleggiante rende il movimento e l'assetto ancora più naturali.
Con questa tecnica esistono tre possibilità di innesco per le nostre softbaits: il Nose Hooking (è il più usato e quello di cui ho parlato finora), il Wacky Style Hooking (si può fare una sorta di fusione tra il Drop Shot e il Wacky Rig innescando la softbait non più per l'estremità ma per la zona mediana; viene considerato da molti come uno degli inneschi più efficaci per la pesca al bass, perché permette di sfruttare il movimento caratteristico del Wacky Rig, ma a profondità maggiori) e il Texas Style Hooking (come accennato in precedenza nel caso di utilizzo di ami offset si può innescare l'esca con il metodo Texas, perdendo secondo il mio punto di vista qualcosa in quanto a sinuosità di movimento rispetto al Nose Hooking).

_Softbait: all softbaits can be used with the Drop Shot Rig, but of course some of them are more suitable: finesse worms, small soft stickbaits, tiny craws and shadtail worms. The main feature of the rig is to ensure the bait 100% of its potential movement, then obviously the best solution will be the choice of straight baits with long, thin, worm-like shape, with sinuous movements, which don't need a retrieve to be "activated".
I would not go beyond a certain lenght, because the bait is just nose-hooked, so the risk is not to hook a lot of fish, especially speaking about fish with a not so big mouth. So I guess the perfect bait size for Drop Shotting is from 2.5" to 4".
If the bait is floating it's even better, because we will have an even more natural movement.

There are three different possibilities for Drop Shot bait hooking: Nose-hooking, Wacky Style Hooking (it's considered one of the most effective solutions among bassfishermen, and it's a sort of fusion between Drop Shot and Wacky Rig, it consists in fact in wacky rigging the bait using a Drop Shot Rig) and Texas Style Hooking (the use of offset hooks in my opinion isn't the best choice because it gives the bait a less natural movement).

Pollock

_Piombo: esistono anche in questo caso piombi specifici da Drop Shot, che hanno la particolarità di avere un bloccafilo di metallo, nel quale si incastra la lenza senza bisogno di nodi. In caso di incaglio del piombo tra le rocce, il piombo stesso si sfilerà e si eviterà di perdere anche amo ed esca.
Si può anche scegliere di fare un nodo semplice sulla clip, perdendo però la possibilità di salvare parte della montatura.
Questi piombi hanno forme diverse, a seconda di quale velocità di affondamento ci interessa, e di quale posa sul fondo preferiamo, ma sono dettagli, a mio parere, di poco conto.
Si possono ovviamente utilizzare anche piombi non specifici oppure piombi spaccati fissati direttamente in fondo alla lenza.
Per quanto riguarda il peso del piombo ovviamente dipende molto dal contesto di pesca: corrente e profondità sono sicuramente i parametri più importanti per la scelta dello stesso.
Solitamente però i piombi da Drop Shot pesano tra 1/8 d'oncia e 1/4 d'oncia, con possibilità di arrivare fino a 3/8 o 1/2 in situazioni particolari.
In mare, con profondità maggiori su cui pescare, si può anche decidere di optare per piombi più pesanti (da 1/2 fino ad 1 oncia).

_Sinker: there are even in this case specific Drop Shot sinkers, with a special metal clip, that helps to block the line without making knots. The line is simply stuck, and if the sinker is caught between two rocks, you will only loose the sinker and avoid losing also hook and bait. These sinkers have different shapes (ball, tear, cylinder), depending on which sinking speed we want, and which laying on the bottom we prefer, but they are not so important details.
You can of course use non-specific sinkers making normal knots on the eyelet or split shot sinkers fixed at the end of the line. The weight of the sinker depends on the fishing context: current and depth are certainly the most important parameters for this choice; but usually Drop Shot sinkers are between 1/8 ounce and 1/4 ounce, up to 3/8 or 1/2 only in particular situations.
For saltwater fishing or Power Drop Shot fishing, with higher depths, we can decide to use even heavier sinkers (from 1/2 to 1 oz. usually).



Dopo aver analizzato le componenti di questa tecnica ecco di seguito spiegata la differenza tra alcune varianti.

_Down Shot: è la variante più "light" del Drop Shot, ossia quella che utilizza piombi più leggeri, ami molto piccoli (dal #2 fino al #10) dalla forma standard (gambo dritto) ed esca innescata con il Nose Hooking (appena pinzata sull'amo per la sua estremità) lasciando la punta dell'amo scoperta.

_Drop Shot: con questo termine si intende solitamente la versione di questa tecnica che fa uso di piccoli ami offset, e che prevede l'innesco della softbait in modalità antialga, ossia con la punta dell'amo coperta. In ogni caso con il termine generico Drop Shot si tende sempre a comprendere anche il Down Shot, ed è per questo che ho utilizzato questa terminologia per il titolo della scheda e per spiegare la tecnica in generale.

_Under Shot: questo termine viene qualche volta utilizzato semplicemente come sinonimo di Drop Shot.

_Double Shot: si tratta di una variante che consiste semplicemente nel sostituire il piombo con una jig head o con un piccolo bucktail jig per raddoppiare le possibilità di abboccata, ma personalmente la ritengo una forzatura più che un'opzione valida.

_Power Shot: si tratta di una versione irrobustita del Drop Shot; la montatura è quindi uguale a quella generica ma con ami più grandi, fili più spessi, piombi più pesanti e canne più robuste.

_Bubba Shot: è la versione del Power Shot che si rivolge alla pesca del bass in Heavy Cover. Si caratterizza per l'utilizzo di piombi da 1/2 oncia fino a 3/4 d'oncia e di filo trecciato diretto, senza terminale.
Si utilizzeranno in questo caso esche più grandi, solitamente craws, creatures o grossi paddle tail.

Now I will explain the differences among all the variations:

_ Down Shot: under this name we have the "lightest" side of the technique, with light sinkers, very small standard hooks (from #2 to #10) and nose hooked baits with the point of the hook not hidden.

_ Drop Shot: it's "Drop Shot" when we use a small offset hook with the point hidden inside the body of the bait; but it's usual to use this term in a generic way including both Drop Shot and Down Shot.

_ Under Shot: it's a synonym for Drop Shot.

_ Double Shot: it consists in replacing the sinker with a jig head or with a small bucktail jig in order to double the strike possibilities,  but I think it's a kind of forcing.

_ Power Shot: it's the heavier version of the average Drop Shot, with bigger hooks, stronger lines, heavier sinkers and more powerful rods.

_ Bubba Shot: it's the Heavy Cover Power Drop Shot for bass. It consists in using 1/2 - 3/4 oz. sinkers and braided line without leader. The best softbaits for this technique are the big ones, like craws, creatures and big paddle tails.


Marco

sabato 10 giugno 2017

Split Shot Rig Guide (ENG)

Here's my article about a famous rig for softbaits, the Split Shot Rig.

This rig comes from the bassfishing world and it's one the most simple ones: it consists in positioning one or two split shot sinkers on the line at a certain distance from the hook.



It's a finesse technique that needs light lines, small hooks and tiny baits. Its peculiarity lies in the presentation, that is very natural and slow moving, similar to a weightless rig.

You can interprete this rig in two different ways:

_As a sub-surface or mid-water technique, with the aim of covering a very big area with a lot of casts and a quite fast retrieve.

_As a bottom-fishing  technique, with the aim of making the bait sliding on the bottom or on the weeds, with a very slow retrieve in order to leave it free to move in a very natural way. This interpretation of the rig is widely used not only in the bassfishing field, but also in the Light Rock Fishing field, because the split shot sinker helps us to move the sand or the mud, and make the fish more curious.

The rig is made of:

_Line: it's a finesse technique, so the line, in bassfishing, will be a 6 to 8 lb. fluorocarbon. You can also use without any problem a very thin PE braid with a fluorocarbon leader. If you use this rig for  Light Rock Fishing it's better to use a 3-5 lb. fluorocarbon: I prefer not to use lines under 3 lb. because the risk to break the line and leave a hook in the fish mouth is bigger than the real possibility to increase the bites. I've always mentioned fluorocarbon lines or leaders but you can use nylon lines as well.

_Sinker: for this rig we usually use split shot sinkers from 0,5 to 3,5 grams. They are usually very soft, and they will not damage the line too much, but, to be sure, I prefer, if I need a heavier rig, to use only one bigger split shot sinker instead of two or three smaller ones.
The specific split shot sinkers are very soft, but a lot of bass fishermen use rubber tubes on the line in order to avoid this problems. With this tip you can also move the weight along the line without damaging it. The sinker is placed at a certain distance from the hook, depending on the fishing spot, but usually from 15 to 50 centimeters.

_Hook: mini offset hooks are the most common choice, but, especially with very tiny softbaits, we can use an average hook with eyelet and nose-hook the bait. The hook choice depends only on the bait's size and shape and on the fish we want to catch.

_Softbait: in this rig we will use tiny baits, not more than 4 inches, mainly with a thin and sinuous body, but, depending on the fishing spot we can use softbaits of any shape.
Worms, Paddle tail, Soft Stickbaits and Finesse Worms are the most used, but for bottom fishing we can choose even small craws and creatures.

Marco

mercoledì 7 giugno 2017

Viaggio verso Capo Nord (2014)

Ho riorganizzato il racconto del mio viaggio in Norvegia del 2014 in un unico post.

"Ho deciso di raccontare sul blog il lungo viaggio intrapreso, dopo un anno di preparativi, da me e Francesca per poter essere d'aiuto a chi, in futuro, vorrà organizzare una spedizione simile.

L'obiettivo era quello di raggiungere Capo Nord in macchina, partendo da Genova.

Abbiamo percorso 11mila chilometri in 38 giorni muniti di tenda, cibo, e attrezzatura da pesca.

Il primo è stato un giorno di trasferimento, da Genova ad Hannoversch Münden, con lunghe code in autostrada e una fastidiosa pioggia serale.

La mattina dopo siamo partiti alla volta di Hirtshals, località danese dalla quale, il mattino del terzo giorno, avremmo preso il traghetto per raggiungere la Norvegia, e precisamente Kristiansand , per poi passare la notte nella vicina Mandal.

Nelle zona di Mandal sono riuscito a fare i primi lanci, e ho scoperto subito come qui, pescando in mare dalla spiaggia non abbocchino le solite spigole, tracine o pesci lucertola a cui sono abituato, ma le trote fario!


Un altro posto assolutamente da vedere nei dintorni di Mandal è il faro di Lindesnes, un punto fortemente simbolico, essendo situato sullo scoglio più meridionale della Norvegia. L'ingresso nella zona del faro è a pagamento, ma lo consiglio assolutamente a chiunque passi da quelle parti.


Lasciato il faro di Lindesnes, siamo andati a passare la notte a Kleppe, in un campeggio a pochi passi da una bellissima spiaggia di sabbia. Qui abbiamo potuto testare la temperatura dell'acqua oceanica, che, nonostante la piena stagione estiva, è veramente bassa. Impossibile fare il bagno!

Il giorno successivo, il quinto, ci siamo diretti verso il parcheggio da cui partiva la splendida camminata verso il Preikestolen, una falesia alta 600 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord, donandoci una vista mozzafiato.
La camminata dura circa due ore, ma è fattibile per tutti non presentando particolari asperità.


Da qui in poi abbiamo cominciato ad attraversare la parte di Norvegia con i fiordi, che obbliga (o quasi) a prendere anche molti traghetti. Gli attracchi degli stessi sono ottimi spot per fare qualche lancio in attesa dell'arrivo dell'imbarcazione.
E' sempre bello prendere per la prima volta pesci mai visti, ed uno dei miei sogni, da amante della pesca leggera in mare, era quello di catturare un tordo oceanico, il famoso Ballan Wrasse.
Per fortuna questo tabù l'ho sfatato subito!


Stesso discorso vale per il mio primo merluzzo giallo, il famoso pollock (o pollack, se si vuole usare il nome ufficiale italiano). Mentre il ballan wrasse è un pesce molto simile ai tordi che abbiamo in Mediterraneo; il pollock è un qualcosa di completamente inusuale per un pescatore italiano, e la prima cattura di un nuovo pesce è sempre un'emozione unica, nonostante la piccola taglia.


Proseguendo con il viaggio, il sesto giorno abbiamo iniziato ad intraprendere la dura camminata verso il Trolltunga, una roccia sporgente fantastica della quale vi invito a cercare qualche immagine su Google, che richiede però 10 ore complessive per essere raggiunta.
Noi purtroppo, avendo poco tempo (e poco fiato), abbiamo percorso solo la scalinata iniziale, ma vi assicuro che non è una scalinata normale. Il numero degli scalini è infinito, con una grande pendenza, e spesso i pioli sono sospesi nel vuoto.


Lungo la strada per il parcheggio del Trolltunga, consiglio di fermarsi alle splendide cascate Latefossen, che addirittura bagnano la strada in cui si passa con la macchina!


La sera del sesto giorno abbiamo quindi dormito nei dintorni di Odda, dove ho avuto modo di pescare da una bellissima passeggiata lungo un ramo di un fiordo molto profondo, nel quale ho preso solamente trote.


Dopo aver lasciato Odda ed essere saliti sul traghetto che collega Kinsarvik a Kvandal, abbiamo incrociato per caso le splendide cascate Steindalsfossen, meritevoli di una visita per la loro bellezza e per il fatto che il sentiero ci passa "dentro", come si può vedere dalla foto!


Siamo poi giunti finalmente a Bergen, dove abbiamo passato due giorni.

La città di Bergen è la seconda città più popolata del paese dopo Oslo, ed il vecchio quartiere Bryggen al suo interno è stato classificato come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


A Bergen sono riuscito anche a pescare il primo merluzzo bianco della mia vita.

Cod

Il merluzzetto (Trisopterus Minutus) è invece una specie di merluzzo che anche da adulto supera di rado le dimensioni di quello in foto.

Cod

Se andate a Bergen vi consiglio di prendere la funicolare/trenino Fløybanen, che porta su una collina sopra la città,  dalla quale si può godere di una vista strepitosa, soprattutto se si è fortunati con il meteo.



Il nono giorno abbiamo lasciato Bergen, destinazione Borgund, un minuscolo paese famoso soprattutto per la sua Stavkirke, la chiesa in legno meglio preservata delle 28 presenti in Norvegia.

Lungo il viaggio, non particolarmente lungo, abbiamo avuto modo di fermarci in fondo alla Valle di Flåm e di prendere il particolare e bellissimo treno che percorre tutta la valle partendo da Flåm e arrivando fino agli 865 metri di altezza di Myrdal. Il percorso della ferrovia è in ascesa costante, e la particolarità è data dal fatto che il treno sale fino a Myrdal senza l'utilizzo della cremagliera.
Il biglietto è abbastanza costoso, ma la vista di cui si può godere durante il percorso è veramente molto bella.

Altro ricordo particolare è l'attraversamento del Tunnel di Lærdal, che è il più lungo del mondo, ben 24,5 chilometri!

Alla fine del decimo giorno siamo andati a dormire ai piedi del Briksdalbreen, un famoso e bellissimo ghiacciaio, che purtroppo nel corso degli anni si sta ritirando sempre di più, per poi partire la mattina dopo alla volta di Geiranger!
Per arrivare al piccolo paese (250 abitanti) all'estremità dell'omonimo fiordo abbiamo dovuto prendere un traghetto, che ci ha permesso di vedere cascate e montagne veramente fantastiche.

Le due più importanti cascate del Geirangerfjord sono quella delle Sette Sorelle e quella del Pretendente. Le due cascate si trovano una di fronte all'altra e, secondo la leggenda, il Pretendente corteggia da sempre le sette sorelle senza mai essere corrisposto.

Questa sotto è la foto della cascata sopra a Geiranger, con vista sul campeggio dove abbiamo pernottato e sul fiordo. Un paesaggio veramente da sogno.


Il giorno successivo, il dodicesimo, siamo arrivati a Molde, da cui siamo partiti la mattina seguente per giungere alla bellissima Røros, nella parte più interna della Norvegia.

Il viaggio verso Røros ci ha permesso di vedere posti magnifici.
Merita una menzione la bella città marinara di Ålesund, riconosciuta come la capitale norvegese del pesce. Essendo la capitale norvegese del pesce non potevo evitare di pescarci, e all'imbocco del porticciolo ho subito incannato qualcosa di grosso, che dopo un po' di tira e molla si è rivelato essere uno splendido merluzzo giallo. Il mio primo pesce norvegese di una certa dimensione.


Un altro posto mozzafiato in cui siamo passati è la bellissima strada atlantica (Atlanterhavsvegen), con i caratteristici ponti "storti" tra un'isoletta e l'altra.


Queste isolette mi hanno regalato, in mezzo a correnti veramente impetuose il pollock più grosso di tutto il viaggio. 


Alla sera del tredicesimo giorno siamo giunti quindi alla bellissima Røros, la città più fredda della Norvegia (d'inverno sono stati raggiunti i -55 gradi); talmente bella che dal 1980 è uno dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
E' sempre stata una città di minatori, che ospitava le famiglie delle persone che lavoravano alla vicina miniera di rame di Olavsgruva, che ora è possibile visitare in maniera guidata.


A Røros passa anche un torrente molto bello, in cui non ho preso trote bensi' un bellissimo lucciotto.
Non mi aspettavo assolutamente di poter prendere dei lucci in torrente!

Pike

Lasciata Røros, ci siamo diretti verso Trondheim, che però, da buoni genovesi, abbiamo visitato un po' di corsa per via del costo dei parcheggi a dir poco esorbitante!
Bellissimi comunque la cattedrale, il centro e la città vecchia.
Abbiamo passato la notte ad una decina di minuti dalla città, nella zona di Flakk, dove ho avuto tempo di fare qualche lancio e di prendere un bellissimo merluzzo bianco!

Cod

Altra bella soddisfazione mi è stata data dalla cattura del mio primo Scorpionfish!

Sculpin

Il giorno successivo, il sedicesimo, ci siamo diretti verso una piccola e poco popolata isoletta, l'isola di Leka, famosa per la pesca del merluzzo dalla barca. Si tratta di un vero e proprio paradiso terrestre, completamente libero da ogni rumore e da ogni traccia di inciviltà.

Lasciata Leka ci siamo diretti a Bodø, città da cui il 18esimo giorno avremmo preso il traghetto per arrivare nella parte di Norvegia che più ci attirava: le Lofoten.
Nei dintorni di Bodø abbiamo assistito ad uno degli spettacoli più belli di tutta la vacanza, il Saltstraumen, il Maelstrom più famoso d'Europa, un enorme gorgo causato dalle maree, che si può ammirare durante il picco di bassa marea.
Uno spettacolo pazzesco, che mi ha lasciato veramente senza parole..
Senza parole si, ma appena le acque si sono un po' calmate, la voglia di lanciarci dentro il Live Impact di Keitech è stata molta, e mentre gli altri intorno a me prendevano micro Pollock con i gamberetti, io ho tirato fuori, con non poche difficoltà, questo STUPENDO merluzzo bianco, sicuramente il più bel pesce della mia vita, che è tornato, come è giusto che sia, in mare.

Cod

Oltre ai pesci c'erano anche dei crostacei un po' preistorici, anche questi tornati ovviamente in mare.


Dopo la lunga traversata in traghetto che da Bodø ci ha portato a Moskenes, iniziamo la nostra visita alle splendide Lofoten da un piccolo agglomerato di case di pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato: Å i Lofoten


Consiglio di passare dal caratteristico e piccolo panificio del paese, che utilizza un antichissimo forno a legna per fare dei buonissimi panini dolci alla cannella!
La tipologia di paesaggio che si incontra alle Lofoten si può ammirare chiaramente in questa foto sotto, che ritrae la vicina Reine, cittadina di soli 300 abitanti. Montagne altissime e mare...tutto in poche centinaia di metri!


Le Lofoten sono famosissime per la pesca del merluzzo dalla barca, ma si possono avere delle belle soddisfazioni anche da riva.
Mentre pescavo merluzzi di taglia medio piccola tra le barche ad esempio, il mio Damiki Mausrin è stato azzannato da un qualcosa di ben più grosso, che per poco mi fa cadere in acqua vista l'instabilità del micro pontile!


Cod

Lasciate le Lofoten, i giorni seguenti siamo saliti ancora, fino alla punta più settentrionale delle Vesterålen, l'arcipelago a nord delle stesse Lofoten, per poi tornare indietro e rientrare nella Norvegia "continentale".

La tappa successiva è stata la visita al fantastico Polar Park, vicino a Bones, un enorme parco, che nulla ha a che vedere con uno zoo. Ogni animale ha a disposizione in pratica degli enormi boschi cintati; tanto che gli animali stessi sono molto difficili da vedere, se non quando vengono nutriti.
Nel parco sono presenti orsi, lupi, volpi artiche, cervi, linci, renne, buoi muschiati, ghiottoni e molti altri animali.
Oltre a poter VEDERE questi splendidi animali, il Polar Park consente di poter entrare in contatto diretto con alcuni di loro. Il costo di queste attività è abbastanza alto, molto alto per quanto riguarda l'incontro con i lupi, ma sono ricordi che uno si porta dietro per tutta la vita.



Lasciato il Polar Park è iniziato il viaggio di due giorni che ci avrebbe portato, finalmente, a Capo Nord.
Il paese più vicino a Nordkapp è Honningsvåg, molto tranquillo, carino e soprattutto pieno di pesce in mezzo ai suoi pontili.



Cod

A pochi chilometri da Honningsvåg si trova Nordkapp, con il suo bellissimo museo e il suo famosissimo globo di ferro.



Ma il vero punto più a nord d'Europa è il promontorio che si vede più a sinistra nella cartina: Knivskjellodden. Esso si trova a una latitudine di 71°11'08", contro il vicino (e più famoso) Nordkapp, da molti considerato il "tetto" del continente, ma in realtà situato a una latitudine minore (71°10'21", circa 1500 metri più a sud).

Per raggiungere Knivskjellodden non esistono strade asfaltate: è necessario lasciare la propria vettura sulla E69 che porta a Nordkapp e proseguire a piedi per una lunga passeggiata di ben 9 chilometri, tra pietraie, distese terrose, prati e rocce.

Una volta giunti in cima al promontorio ci si trova davanti un obelisco


...e allora dopo aver firmato il registro custodito in una cassettina li vicino, ci si prepara per fare il lancio più a nord d'Europa!


A quel punto Capo Nord (quello vero!) era raggiunto...e dopo essere ritornati alla macchina tra mille fatiche e 6/7 ore complessive di cammino, la tristezza ha cominciato a farsi sentire; perché era ufficialmente iniziata la discesa, il ritorno...

Non racconterò il ritorno, perché comunque il nostro viaggio a poteva definirsi finito con l'arrivo a Knivskjellodden. In ogni caso siamo scesi in linea retta passando da Rovaniemi (Finlandia) e da Stoccolma (Svezia), per poi attraversare Danimarca, Germania, Austria e Svizzera.

Un grazie enorme per questo viaggio va a Francesca; senza di lei quest'avventura non sarebbe nemmeno partita. Grazie.

Alla prossima

Marco"

venerdì 2 giugno 2017

Scheda pesce (XVII) : Sugarello

Ecco la scheda su un pesce molto ricercato dagli amanti della pesca con le esche artificiali, il Sugarello.
Partiamo con alcuni dati, come sempre.

Famiglia: Carangidae (si tratta di una enorme famiglia di pesci marini, comprendente 146 specie suddivise in 30 diversi generi. Sono pesci che, ad eccezione proprio del Sugarello che andrò a descrivere, vivono solamente nei mari caldi, con abitudini prevalentemente pelagiche).
Genere: Trachurus (è un genere comprendente 15 specie, diffuse in tutto il mondo)
Specie: Trachurus Trachurus
Lunghezza massima registrata: 70 cm
Peso massimo registrato: 2 kg.
Distribuzione: Mar Mediterraneo e Atlantico Orientale (dalla Norvegia al Sud Africa)
Nome inglese: Atlantic Horse Mackerel
Età massima registrata: 40 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione è prettamente estiva, ma è una specie che tende a riprodursi lungo tutto l'arco dell'anno. Raggiungono la maturità sessuale tra i 2 e i 4 anni di età.
Alimentazione: Si nutre di piccoli cefalopodi, piccoli crostacei e piccoli pesci.
IUCN Red List: Vulnerable (la popolazione totale della specie è diminuita del 50% in dieci anni, e il trend continua ad essere in diminuzione)
Profondità di stazionamento: 0-1000 (solitamente 0-200)
Pinne: Le pinne dorsali sono due e possono rientrare e rimanere nascoste in un piccolo solco presente sul dorso; la pinna anale è divisa in due parti, una parte formata da raggi molli e una parte più piccola formata da due raggi spinosi molto acuminati. Le pinne pettorali sono molto lunghe e falciformi, mentre le pinne pelviche sono brevi, munite di spina e posizionate in modo toracico. La caudale è infine ampia e profondamente forcuta.
Altre caratteristiche: La pelle è ricoperta da squame piccolissime, mentre la linea laterale è interamente ricoperta da scudetti ossei. La bocca è ampia, con mandibola leggermente prominente e munita di una sola fila di denti. Gli occhi sono di grandi dimensioni.
Colorazione: il colore del dorso è scuro, grigio verdastro, i fianchi sono argentati e il ventre è bianco perla.

Il sugarello è un pesce che vive in ambiente pelagico neritico e che si riunisce in gruppi più o meno grandi, avvicinandosi alla costa durante la bella stagione. Gli esemplari più piccoli stanno sottocosta anche nei mesi invernali, soprattutto nei mari più caldi, come il Mediterraneo.
La pesca del sugarello con le esche artificiali è diventata negli ultimi anni, con l'avvento in Europa dell'Ajing Game giapponese, di rilevanza nazionale.
In Giappone la pesca del sugarello, l'Ajing Game appunto, è una tecnica molto praticata, con attrezzature create appositamente per lo scopo, dalle canne ai fili, dalle jig heads alle esche.
Non entrerò nel merito della scelta della canna ideale, ma vi dirò quali sono per me le esche più redditizie per questa pesca.

Partendo dalle hardbaits, un posto di rilievo lo occupano sicuramente i metal jigs.

Horse Mackerel

Si tratta di esche molto efficaci perché permettono di sondare, senza perdere troppo tempo, differenti strati d'acqua, per trovare rapidamente il punto in cui stazionano i pesci.
E' meglio utilizzare metal jigs non troppo pesanti, che nelle pause scendano non troppo velocemente. Questo perché spesso il sugarello attacca in caduta e un'esca troppo pesante sarebbe molto più difficile da afferrare. Lo stesso vale per il recupero, che nel caso di metal jigs più leggeri può essere fatto un po' più lentamente.

Altre esche che permettono di coprire molta acqua in poco tempo sono i metal vibrations, versioni metalliche e più affondanti dei classici vibrations, i famosi minnow senza paletta e dal corpo compresso lateralmente che hanno l'anellino per legare la lenza sulla schiena invece che sulla bocca.

L'ultima hardbait che consiglio per la cattura di questo pesce è il sinking lipless. Queste esche mantengono un'ottima lanciabilità, ed hanno il vantaggio, rispetto ai metal jig, di affondare più lentamente, cosa che li rende maggiormente efficaci nella fase della caduta.

Horse Mackerel

Le possibilità di scelta dell'esca si ampliano considerevolmente entrando nel panorama delle softbaits.
L'utilizzo delle esche morbide ci permette di personalizzare tutto l'assetto, dalla velocità di affondamento (scelta del peso della testina o della montatura), all'imprevedibilità del movimento dell'esca (testine dalla forma particolare o esche dal movimento composto oppure frenetico).
I sugarelli solitamente prediligono esche dalla forma molto allungata e sottile, come i Finesse Worms, ma non disdegnano anche piccoli Shadtail Worms e piccoli Craws.
Per quanto riguarda la montatura mi sento di consigliare il Jig Head Rig; ma a seconda dell'ambiente in cui peschiamo e della profondità dello spot si può anche decidere di adottare soluzioni più fantasiose.

Horse Mackerel

Si tratta di un pesce che vive prevalentemente a mezz'acqua, in gruppi più o meno grandi. L'esca, morbida o rigida che sia, dovrà quindi per forza di cose stazionare nello strato d'acqua intermedio, e per questo andranno scartate montature che consentono di pescare solamente a contatto con il fondo o esche di superfice (anche se in alcuni casi può capitare che i sugarelli mangino a galla e che quindi siano catturabili anche con i topwater o a mosca secca).

Horse Mackerel

La difesa del sugarello è molto strenua, ma la sua bocca priva di denti particolarmente grandi e taglienti ci permette di utilizzare anche fili molto sottili, a patto di proporzionare a questi fili anche il resto dell'attrezzatura.

Horse Mackerel

Il filo è a mio parere il parametro da cui partire per scegliere poi tutta l'attrezzatura, e per la pesca del sugarello da riva si può scegliere di imbobinare monofili in nylon o fluorocarbon da 3/4 libbre o trecciati PE0.3/PE0.4.
Con fili cosi sottili si riesce a lanciare senza problemi anche esche veramente leggere.

Alla prossima scheda!

Marco





giovedì 23 marzo 2017

Scheda pesce (XVI) : Occhiata

Ecco la scheda sull'occhiata, un predatore molto presente lungo le coste italiane, ma nonostante questo abbastanza snobbato dai pescatori, nonostante raggiunga anche taglie interessanti.

Si parte, come sempre, con alcuni dati

Famiglia: Sparidae (si tratta di una famiglia estesa, comprendente 155 specie, raggruppate in 38 generi)
GenereOblada (è l'unica specie facente parte di questo genere)
Specie: Oblada Melanura
Lunghezza massima registrata: 34 cm
Peso massimo registrato: 1 kg.
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Golfo di Biscaglia all'Angola), Mar Mediterraneo.
Nome inglese: Saddled Seabream
Età massima registrata: 11 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra Aprile e Luglio; si tratta di una specie soggetta a cambiamento del sesso, anche se alcuni individui sono ermafroditi (e da questi derivano generalmente solo esemplari maschi)
Alimentazione: è un pesce onnivoro, che si nutre di piccoli pesci, crostacei, alghe, molluschi ed altri invertebrati bentonici.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 0-30m.
Pinne: Ha un'unica lunga pinna dorsale, formata da 11 raggi spinosi e 14 molli. La pinna anale, formata da 3 raggi spinosi e 12 molli, è opposta alla parte molla della dorsale, mentre le pettorali sono grandi e falciformi. Le pinne pelviche sono in posizione toracica, mentre la pinna caudale è grande e forcuta.
Altre caratteristiche: Ha un corpo ovale e compresso lateralmente e una bocca piccola ma dotata di moltissimi denti. La linea laterale è molto visibile e il corpo è coperto di squame molto piccole sul dorso, più grandi lateralmente.
Colorazione: i fianchi e il ventre sono di un colore bianco argentato mentre il dorso è azzurrastro. La caratteristica distintiva è la macchia nera sul peduncolo caudale, che lo copre sia superiormente che lateralmente.



L'occhiata è una specie gregaria e litorale, che frequenta principalmente i fondali rocciosi. Staziona quasi sempre a mezz'acqua, tanto che si può definire una specie demersale (una sorta di via di mezzo tra le specie pelagiche e quelle bentoniche).
Pur stazionando sempre abbastanza vicina alla riva si può dire che abbia comunque abitudini abbastanza "pelagiche".

L'occhiata viene pescata principalmente con la tecnica della traina costiera leggera, ma anche lo spinning ci permette di fare belle catture, soprattutto in condizioni di mare mosso e con molta schiuma.

Come nel caso della pesca al sarago, la schiuma sarà la nostra principale alleata, sia se peschiamo a Light Rockfishing, sia se peschiamo a spinning un pochino più pesante con le hardbaits.

Le migliori esche per pescare le occhiate nella schiuma saranno le softbaits, montate su testina piombata e manovrate esattamente nello stessa maniera utilizzata per i saraghi.

La scelta ricadrà quindi su piccoli Soft Jerkbaits, piccoli Shadtail e Finesse Worms, che dovranno imitare pesciolini o altre creature in completa balia delle onde.

Sempre all'interno della pesca leggera, trovano discreto spazio con le occhiate anche le hardbaits.
Alcuni esempi di esche molto performanti sono:
_Metal jigs: la scelta dovrà ricadere su modelli dal peso compreso tra 5 e 12 grammi, con preferenze verso i colori chiari o naturali (bianco, giallo, argento, "acciuga")
_Lipless: i piccoli lipless affondanti ci permettono di ottenere buonissime distanze di lancio e di pescare su diversi strati d'acqua, in modo da poter capire velocemente a che profondità stazionano le occhiate.
_Minnows e Jerkbaits: ottime possibilità di cattura si hanno anche con minnows e jerkbaits, da utilizzare con frequenti stop&go e cambi di direzione.
_Bucktail Jigs: l'esca più utilizzata nella traina costiera all'occhiata è la classica "piuma", e l'esca lanciabile a spinning che la ricorda maggiormente è il bucktail jig, che nelle versioni più leggere e con ami più piccoli è una vera arma in più per la cattura di questo predatore.



Le altre due possibili tecniche con cui insidiare le occhiate sono lo spinning medio e la pesca dalla barca o dal kayak con i casting jigs.

Per quanto riguarda lo spinning medio dalla scogliera, l'occhiata è solitamente una preda casuale, che capita sui nostri minnows e jerkbaits mentre stiamo cercando predatori più consistenti nella schiuma (spigole, barracuda). Ad ogni modo spesso le occhiate attaccano Jerkbaits di dimensioni anche molto generose (fino a 17 cm) e minnows recuperati con lunghi stop e veloci ripartenze.

Per quanto riguarda la pesca dalla barca o dal kayak, bisogna considerare che le occhiate cacciano in branco sulla minutaglia esattamente come fanno i predatori più grandi come i tombarelli, le palamite e i tonni.
Ovviamente le cacciate saranno abbastanza vicine alla costa, e l'attrezzatura utilizzata dovrà essere proporzionata al predatore e alle esche utilizzate, che saranno metal jigs fino a 20 grammi di peso.


Si tratta in definitiva di un predatore attivo molto aggressivo, che può essere catturato a spinning, sia da riva che dalla barca, con ottimi risultati.

Alla prossima!

Marco

domenica 19 marzo 2017

Jig Trailers Guide ENG

Today I will tell you what I know about a bait that is usually used in combination with another one: the bass jig.

The web is full of informations regarding the use of these baits in bass fishing and pike fishing, and I am not able to add tips or infos about these fishing techniques. So I prefer to focus on the alternative uses and on the topic of this article: which softbaits we can choose as trailers.

The jig is a very simple bait, which consists of a hook, usually big, with a lead head that can have different shapes (usually round, football or stand-up, you can find all the differencies among the jig head shapes in the article about the Jig Head Rig) and a weed guard (that can be more or less hard, and that can be made by one ore more filaments). Around the collar of the jig head there is a silicon or rubber skirt, fixed with a rubber band, that helps to give volume and sinuosity to the bait.


A jig is a bait that wants to imitate a shrimp, or a creature that lives in contact with the bottom, and it's totally weedless built, so that its main purpose it's to penetrate into difficult spots, full of branches, weeds and other obstacles, wherever another kind of bait can't be used. They can be effective even with a very slow movement and when the fish is not active (for exemple in the winter time).

With black bass and pikes the most used trailers are porks, craws, hogs, worms and grubs (single tail and double tail).

Here are the best trailers that can be used not only in bassfishing, but even in other spots and with other kind of fish:

_Craws: they are the best and most common choice as trailers for jigs. With craws, we will adopt a slow retrieve, in contact with the bottom, making the jig crawling, jumping or even vibrating without moving it. The best head shape if we use craws is the stand-up type, that, combined with floating baits, makes the asset very effective even without moving, exploiting the mobility of claws.
Craws are the most used trailers in bassfishing, but the black bass is not the only fish that feeds on shrimps. Almost all the saltwater fish eat a lot of shellfish, so the craws are very effective, for exempel with seabass, groupers and scorpionfish in the Mediterranean Sea and with cods in the Atlantic Ocean. Regarding seabass fishing, it's better to use jigs and craws in brackish water or in small marinas, while for scorpionfish and groupers this technique allows us to explore and cover a big range of water, exploiting the weed guard to avoid the losing of baits on the bottom.
In the Ocean, this rig is the only one that allows us to move the bait next to the ocean weeds, without any sort of problems.

_Shads: they are the perfect choice for the "swimming jig" technique, that consists in casting and linearly retrieving the bait, in mid water or just above the bottom. In the linear retrieve shads give their best, with the vibration of their tails. This technique is awesome not only in bassfishing, but also with trout using micro jigs, and in saltwater for seabass or cods.
The best solution for trout fishing is to use 2 or 3 grams micro jigs, in which we can remove the weed guard, because we don't need it in the spots where we usually cast our bait. We can use in this case 2" or 3" shads like Keitech Easy Shiner 2" and Black Flagg Slikk Shadd 2.25".
In seabass fishing I have had excellent results with the same micro jigs I use for trouts, but with a more fast and "nervous" retrieve.
Cods in the Ocean prefers a slower retrieve, with frequent speed changes.

_Stickbaits and Worms: Stickbaits have a very simple movement and shape but they are effective if used in contact with the bottom, to make them move like a small eel going out from its burrow. The normal Worms are thinner than Stickbaits, and usually have a mobile and sinuous tail (curly tail, shad tail, paddle tail, and so on) that allows us to perform various kinds of movements and retrieves, both on the bottom and in mid water.

_Grubs: these curly tailed baits are very old-style baits, and are not often used now, but they have a lot of advantages, and the most important of them is the fact that they always have an active movement. Tail rotation can be activated even with a very slow retrieve, and is active even in the sinking phase, in which this movement also reduce the falling speed. They are useful also in the "swimming jig" technique.

_"Trailers": all the baits I've mentioned above are normal baits that can be used in different rigs, but there are also softbaits that are specifically built to be jig trailers. This "trailers" have usually a very short and flat body, and two very big claws, longer than the rest of the body. These claws can be vibration claws, flat claws or curly shaped claws.

The last important topic regarding the trailers is about their colours. Some bass fishermen follow very strict rules and choose for the jig natural colours with clean and clear water, and black or very dark colours with dirty or cloudy water. Usually it's fine to use a trailer of the same colour of the jig when we want to make the bait more compact, while very contrasting colours make the bait bigger.
I usually don't care about colours, mainly because I usually use jigs in saltwater fishing and for trouts, in spots in which the colour is not so important. Anyway, for saltwater fishing I usually choose very flashy and bright colours for the jig (orange, red or yellow) and natural colours for the trailers.

Thanks for reading!

Marco

mercoledì 15 marzo 2017

Scheda cefalopode (I): Seppia Comune

Ecco la prima scheda che non riguarda un pesce, bensi' un cefalopode, in questo caso la seppia comune!

Si parte come sempre con alcuni dati:

Famiglia: Sepiidae (si tratta di una famiglia di molluschi cefalopodi molto estesa, le cui specie si raggruppano però solamente sotto tre generi: Metasepia, Sepia e Sepiella)
GenereSepia (si tratta del genere più vasto, dato che raggruppa 106 delle 115 specie totali facenti parte della famiglia)
Specie: Sepia Officinalis
Lunghezza massima del mantello registrata: 49 cm (35 cm in Mediterraneo)
Peso massimo registrato: 4 kg (2 kg in Mediterraneo)
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (dal Senegal fino alla parte meridionale della Norvegia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: Common Cuttlefish
Età massima registrata: 2 anni
Riproduzione e maturità sessuale: raggiunge la maturità sessuale a 14-18 mesi di età e ha sessi separati. Si riproduce in Primavera e successivamente alla deposizione sia il maschio sia la femmina muoiono.
Alimentazione: è un predatore attivo che si nutre di molluschi, piccoli pesci e crostacei
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa.
Profondità di stazionamento: 0-100m. (eccezionalmente 200 metri)
Caratteristiche principali: il corpo è formato dal mantello e dalla testa, che è molto grande. Presenta una pinna che circonda tutto il mantello e che le permette di nuotare, insieme alla "propulsione" data dalla rapida espulsione dell'acqua, che permette gli scatti più veloci. I tentacoli sono 10, otto dei quali corti, con quattro file di ventose molto piccole, mentre gli altri due sono molto più lunghi, sono retrattili e hanno una parte terminale clavata, con ventose molto grandi, che fanno si che essi siano specializzati alla cattura delle prede.
Colorazione: la colorazione è mimetica e molto variabile ma la base è sicuramente marrone con alcune striature più chiare. Durante il periodo della riproduzione la colorazione cambia e diventa più vivace. I maschi presentano una linea bianca lungo la pinna che circonda il mantello.
La zona ventrale è come sempre molto più chiara, di un colore bianco perlato.


Dopo la serie di dati, che permettono di capire con più precisione di quale animale stiamo parlando, ecco tutta una serie di consigli per chi vuole praticare la pesca di questo simpatico cefalopode.

_Luogo e orario di pesca: i posti migliori sono sicuramente quelli con fondale misto (sabbia con rocce isolate e alghe), ma si possono trovare le seppie su qualsiasi tipologia di fondale, solitamente fino a 50-60 metri di profondità. Possibilmente è meglio evitare i fondali troppo uniformi (solo roccia o solo sabbia) e quelli troppo poco profondi; questo perché la seppia ama le discontinuità di fondale, ossia tutti quegli oggetti e strutture che rappresentano qualcosa di diverso, di discontinuo, in un fondale monotono.
La seppia può essere pescata tutto l'anno, con maggiori soddisfazioni durante il periodo freddo (da Novembre fino a Marzo/Aprile). Anche per quanto riguarda gli orari non ci sono regole precise, ma sicuramente l'alba, il tramonto e le ore a cavallo di questi due momenti sono da sfruttare al meglio.

_Attrezzatura:  anni addietro le seppie venivano pescate con l'aggiunta di un piombo lungo la lenza, o in fondo alla lenza, in modo da raggiungere il fondo più velocemente; ma ovviamente possono essere pescate anche in modo più aderente allo spinning classico, con l'esca annodata direttamente al filo, senza piombature aggiuntive.
Ovviamente però, dovremo scegliere delle totanare ad affondamento rapido, per fare si che raggiungano il fondo velocemente e che rimangano abbastanza a contatto con esso anche quando cominciamo a muoverle ed animarle.
Io utilizzo totanare del numero 3 ad affondamento veloce (il numerino che trovate sulle totanare, ossia 2,5, 3, 3,5 oppure 4, corrisponde alla loro lunghezza, va infatti in linea di massima moltiplicato per 3 cm., tanto che le totanare del numero 3 sono lunghe 9 centimetri e pesano solitamente intorno ai 15 grammi o poco più). La velocità di affondamento delle totanare è una caratteristica a parte, indipendente dal numero e dal peso. Le totanare ad affondamento veloce sono solitamente contrassegnate dalla sigla "deep", mentre quelle ad affondamento lento dalla sigla "shallow".
Non ho mai dato molta importanza invece alla scelta del colore, prediligendo comunque di giorno colori più chiari o naturali e di notte colori accesi. Alcuni considerano la scelta del colore una parte determinante di questa pesca; io invece penso sia più importante la scelta dello spot e dell'orario di pesca. Anche per quanto riguarda le totanare "Glow-in-the-dark", c'è chi le "ricarica" di luce quasi ad ogni lancio, ma facendo alcune prove statistiche ho visto che il risultato varia in maniera molto ridotta.
Il resto dell'attrezzatura dovrà essere proporzionato ad utilizzare esche di queste dimensioni, quindi:
_ Canna da 1/2 oz. o 5/8 oz. con azione regular o comunque "accondiscendente", le seppie infatti di solito si aggrappano solamente alla totanara di lato, oppure si impigliano sugli aghi con i loro piccoli e fragili tentacoli centrali; una canna troppo rigida non permetterebbe un recupero sicuro del cefalopode e rischierebbe di strappare l'esca dai tentacoli non appena alzeremo la canna dopo l'abboccata. Una canna troppo lunga può aiutare in determinate situazioni ma può anche essere un problema per il recupero del cefalopode, il mio consiglio è quindi quello di optare per una lunghezza standard, tra i 7' e i 7'6''.
_ Mulinello: un 2506 Daiwa è perfetto per questa tecnica, ma non avrete problemi nemmeno con la classe di mulinelli più piccola (2004), essendo la seppia un combattente molto passivo, che non oppone molta resistenza, al contrario del calamaro. Questi mulinelli con bobine a capacità ridotta sono però consigliabili per la pesca con il trecciato, mentre se la vostra scelta ricadrà su un nylon, di gran lunga più spesso, consiglio l'utilizzo di mulinelli con capienza della bobina maggiore (2500, 2000)
_ Filo: si può utilizzare, come detto poco fa, del nylon in bobina, la cui elasticità aiuta molto a non strappare l'esca dai tentacoli delle seppie, ma il trecciato, se abbinato a canne dall'azione morbida, dà tutt'altre sensazioni anche in termini di sensibilità, e aiuta quindi nell'azione di pesca.
Si può dire che il trecciato è molto migliore in tutta la fase di pesca che va dal lancio fino all'abboccata della seppia, mentre il nylon dà migliori garanzie nella fase compresa tra la ferrata e il recupero della preda.
Nel caso di utilizzo del nylon in bobina, penso che uno 0,24 sia il compromesso migliore per resistenza e distanza di lancio.
Per quanto riguarda invece l'utilizzo del trecciato, esso può essere anche molto sottile (PE0.8), per permetterci di lanciare le totanare a grande distanza. Il finale di nylon in abbinamento al trecciato sarà di diametro 0.24 / 0.26 e ci terrà al sicuro da qualsiasi problema connesso allo sfregamento sulle rocce.
Non ho parlato di fluorocarbon perché in questa tecnica di pesca non abbiamo bisogno di rigidità o di invisibilità, quindi risulterebbe solamente una spesa pressoché inutile.

_Metodo di pesca: la tecnica consiste nel far arrivare l'esca sul fondo, per poi alzare la canna, richiamandola verso l'alto, e recuperare il filo in bando fino a farlo tornare in tensione. Aspetteremo poi alcuni secondi per ripetere l'azione, l'importante è che la totanara ad ogni discesa arrivi a toccare il fondo.
Una volta agganciata la seppia, senza l'ausilio di una ferrata, essa non si produrrà nelle classiche "pompate" caratteristiche dei calamari, ma tenderà a farsi recuperare in maniera abbastanza passiva, almeno fino a quando non metterà la testa fuori dall'acqua.
Sta a noi recuperarla molto lentamente, e quando è in vista assicurarsi che sia effettivamente impigliata sul cestello della totanara. In caso invece sia solamente aggrappata alla totanara, basta dare dei lievissimi colpetti, per fare in modo che la totanara scivoli leggermente tra i suoi tentacoli, fino a fare incontrare gli stessi tentacoli con il cestello.
L'utilizzo di un retino risolve totalmente questo problema, ma solitamente io preferisco andare a pesca con meno attrezzatura extra possibile, di conseguenza mi attrezzo di inventiva e accetto il fatto di perdere qualche seppia in più. A proposito di questo va detto che la seppia è vista da tutti come una preda da trattenere, per la sua bontà sulla nostra tavola; ma nulla vieta anche in questo caso di praticare il C&R, evitando in tal caso di appoggiare la seppia a terra.

Alla prossima!

Marco